Euroderby, archiviata l’inchiesta

Il gip ha accolto la richiesta del pm Fabio Roja

Ancora una volta gli ultras del calcio la fanno franca. E la sensazione che queste frange di tifosi violenti godano di una specie di «immunità da stadio» continua. Quasi come se, sugli spalti gremiti vigesse una legge diversa, e molto più tollerante, rispetto alla strada.
Il gip ha infatti archiviato l'inchiesta sugli incidenti del 12 aprile scorso durante l'euroderby di ritorno tra Inter e Milan. Era stato lo stesso pm a chiedere l'archiviazione perché a suo avviso non erano emerse conferme a supporto dell'ipotesi di reato (associazione a delinquere). Nel finale di gara, dalla curva nord degli interisti prese a cadere una pioggia di petardi, uno dei quali colpì anche il portiere Dida. La gara fu interrotta, poi definitivamente sospesa.
Le indagini del pm Fabio Roia, eseguite anche con intercettazione telefoniche, non avevano portato a elementi tali da supportare il reato di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa delle manifestazioni sportive, ma avevano evidenziato come le società di calcio sembrino «in qualche modo vittime di eventi non pienamente prevedibili e evitabili».
Il pm le aveva definite «soggetti deboli» nella gestione dell'ordine pubblico, a causa del principio della responsabilità oggettiva. L'inchiesta aveva scandagliato il mondo delle tifoserie interista e milanista e aveva visto sfilare testimoni importanti, dal maggior azionista della società nerazzurra, Massimo Moratti, al portiere nerazzurro Francesco Toldo, oltre a dirigenti di Inter e Milan e capi ultras. Il gip ha condiviso le conclusioni del pubblico ministero, disponendo l'archiviazione del fascicolo.