Eurofly dopo il no Usa cede il 3,9%

da Milano

Ieri avrebbe dovuto decollare il volo inaugurale del nuovo servizio business di Eurofly tra Milano Linate e New York, organizzato sotto l’egida di un’associazione privata; ma dagli Stati Uniti è giunto venerdì notte il veto delle autorità americane e l’Airbus 319 è rimasto a terra. A Piazza Affari la compagnia ha ceduto il 3,9% . Si sussurra che siano state anche pressioni provenienti dall’Alitalia a indurre le autorità statunitensi a porre il divieto. Del resto la compagnia pubblica italiana, che vola da Malpensa, sarebbe stata proprio la più danneggiata dal volo diretto su New York-Jfk da Linate. Ma anche le compagnie statunitensi ne avrebbero subito la concorrenza; da qui la richiesta di reciprocità dei diritti di volo da parte delle autorità d’Oltreoceano. L’utilizzo di un’associazione quale committente di un servizio privato era apparso un abile modo per aggirare il divieto di raggiungere con voli di aviazione commerciale New York da Linate, aeroporto più vicino al centro di Milano ma ferreamente regolamentato a destinazioni italiane ed europee. Delle due l’una: o all’avvio di un servizio regolare l’Enac avrebbe sollevato il problema o si sarebbe creato un precedente, di cui anche altre operatori avrebbero potuto aprofittare. Si dice che alla finestra, tra gli altri, ci fosse British Airways, pronta a creare un proprio «club» privato per poter eventualmente operare, con le stesse modalità, proprie tratte dalla pista di Linate. Da qui le preoccupazioni degli altri vettori. Che cosa farà ora Eurofly? Alla compagnia non parlano. Ma una nota ufficiale fa sapere di poter usare per voli charter e incentive l’Airbus 319 all-business, che potrà essere anche affittato.