Eurofly, rilancio per volare presto in Borsa

Massimo Restelli

nostro inviato a Mykonos

In Borsa a Sant’Ambrogio: ad accompagnare l’imminente avventura borsistica di Eurofly sarà un piano industriale improntato a catturare sia il turismo «fai-da-te» sia il flusso di stranieri diretti in Italia. A fare il punto sulle linee strategiche del gruppo è stato l’ad Augusto Angioletti davanti a una platea di investitori e ai vertici di Banca Profilo, cui fa capo il fondo Spinnaker (azionista unico della compagnia aerea). Il prospetto informativo è ancora sul tavolo della Consob, l’ok alla quotazione e il road-show sono attesi per la seconda metà di novembre; sul mercato dovrebbe finire il 30-40% dell’ex compagnia charter di Alitalia.
La via prescelta è un aumento di capitale così da dotare Eurofly dei mezzi necessari per «acquistare nuovi aerei rispetto ai 13 attuali e assorbire con maggiore facilità» un business per sua natura stagionale come quello turistico. Difficoltà che quest’anno, complice le ricadute dello Tsunami (il gruppo ha perso 15 milioni di ricavi) e gli attentati nel Mar Rosso, non potranno essere cancellate, ma l’impegno di Angioletti è quello di «ritornare già dal 2006 sui livelli del 2004», 252 milioni di fatturato e 6,8 milioni di utile netto. Il caro greggio preoccupa (l’incidenza è salita dal 16% al 26%) ma Eurofly, conta di incrementare i collegamenti con India, Brasile e Nordamerica. Interesse puntato poi sull’Est anche per favorire il turismo estero verso la Penisola, il cosiddetto incoming, grazie a un accordo con un’altra compagnia e a una presenza diretta su Napoli.
Per febbraio è invece prevista l’entrata in servizio di un aeromobile che darà la possibilità a una cinquantina di uomini d’affari di raggiungere New York con orari diversi rispetto alla concorrenza e un servizio personalizzato. L’iniziativa, battezzata «MiMa» (Milano-Manhattan), avrà costi del 20% superiori rispetto all’offerta business tradizionale e in prospettiva «rappresenterà il 10% del fatturato di Eurofly», conclude Angioletti, il quale accenna, per la prossima settimana, a un non meglio precisato «accordo con un grande costruttore di aerei», probabilmente Airbus. Il tutto senza però perdere d’occhio quanto accadrà in Alitalia dopo la privatizzazione: «Spinnaker può essere interessato a entrare in gioco, affiancato da altri istituzionali», ha detto Sandro Capotosti, presidente di Profilo.