Eurolat: Capitalia e Cragnotti condannati a risarcire 300 milioni alla Cirio

Il tribunale
civile di Roma ha condannato in solido Sergio Cragnotti e Capitalia dovranno dare al gruppo Cirio 223 milioni, più
rivalutazioni dal ’99 a ogg per i danni subiti per la cessione di
Eurolat a Parmalat

Roma - la terza sezione del tribunale civile di Roma ha condannato in solido Sergio Cragnotti e Capitalia a risarcire al gruppo Cirio 223 milioni, più rivalutazioni dal ’99 a oggi: poco più di 300 milioni, secondo quanto appreso da Radiocor. La causa era stata avviata dai commissari straordinari del gruppo Cirio che nel maggio 2004 avevano chiesto a diverse banche tra cui Capitalia, oltre 473 milioni anche a titolo di risarcimento per i danni subiti per la cessione di Eurolat a Parmalat.

Si conclude dunque, con la sentenza del tribunale romano anticipata da Radiocor, un lungo contenzioso durato oltre tre anni. La Centrale del latte di Roma venne acquisita dal gruppo di Cragnotti nel 1998 per poi essere successivamente accorpata in Eurolat e ceduta alla Dalmata spa del gruppo Parmalat nel 1999. Alla base della causa intentata dai commissari è l’ipotesi che l’operazione sarebbe stata attuata dalle banche e da Cragnotti allo scopo di rientrare dei propri crediti vantati nei confronti della controllante di Cirio spa, Bombril e Cmi. Nell’atto di citazione in particolare si chiedeva la restituzione di 168,8 milioni di euro alla Banca di Roma (poi Capitalia e quindi confluita nel gruppo Unicredit), 28,7 mln a Comit (confluita in Banca Intesa) e 25,8 mln alla Banca popolare di Lodi (ora Bpi). Inoltre erano richiesti 250 mln di euro agli istituti di credito e all’ex patron Cragnotti come risarcimento per l’impoverimento subito dalla Cirio a causa la vendita di Eurolat, considerata dai commissari un asset strategico per il gruppo agroalimentare.