Eurolega, l’Italia resta ancora a guardare E Treviso rischia pure una maxisqualifica

Dopo la penalizzazione di 12 punti, la Benetton potrebbe perdere la licenza europea per 3 anni

Magre pulci, magre zanzare, magri giocatori. Che intricato guazzabuglio dice il poeta montanaro Yotaro Issa che viene dal Giappone e nulla sa di questo basket italiano rimasto, anche quest’anno, fuori dalla città proibita dell’Europa che conta. L’ultima a cedere è stata la Benetton, la più degna e combattiva in mezzo ad infortuni che l’hanno sfiancata fino a portarla oltre il limite delle regole assurde, perché 18 tesserabili?, per cui adesso vivrà la sua gogna ripartendo da 16 punti in classifica, ne aveva 28 tutti sudati, tutti meritati, anche quando ha utilizzato Lorbek, anche se i finti moralisti, quelli che sbattono via allenatori, cercano americani che possano nascondere la pochezza delle loro idee, ballano e fanno denuncie anonime perché non gli basta la giustizia sportiva. Gente piccola in uno sport che aveva giganti. L’errore Benetton non è frode, perché quella, lo sanno bene i venditori di fumo, esiste quando si corrompono arbitri, si truccano risultati. Treviso ha cercato una strada sbagliata, ma adesso riderci sopra è demenziale e sapere che con questa penalizzazione rischia di perdere la licenza triennale per l’Eurolega fa davvero venire il voltastomaco. Sapevamo che l’Europa che conta ammette alla sue feste finali soltanto società che abbiano budget vicini ai 10 milioni di euro, ma la Benetton poteva farcela perché a Mosca serviva poco per mettere sotto una Dinamo più costosa, più grossa, ma non più brava. È andata male perché Goree è arrivato a queste sfide senza più energia, perché il miglior tiratore era zoppo, perché un allenatore bravo e coraggioso come Blatt poteva arginare tutto, ma non l’onda della sfortuna.
Guarderemo le finali degli altri, aspettando di sapere da chi ha i soldi, come Roma, Milano, come potrebbero avere le bolognesi, ieri la Fortitudo era vicinissima al cambio di proprietà, come ha Siena che in un torneo di valore tecnico inferiore è rimasta fuori dalle semifinali, se l’anno prossimo potremo tentare di nuovo l’assalto al potere di Spagna, Grecia, Russia che, per adesso, hanno tutto, anche arbitraggi favorevoli, tipo quello di mercoledì a Mosca.
Respiriamo aria gelida, ma guardandoci intorno troviamo anche aria pulita, come quella che ieri si respirava a Sportitalia dove hanno presentato le finali della coppa Italia della Lega Nazionale Pallacanestro, guidata con grandi idee e giusta energia da Franco Curioni. Diretta televisiva di un canale che darà al basket anche le finali universitarie e che potrebbe risolvere il problema del Coni quando cerca una rete per sport che non siano il calcio.