Per Europa 7 ora ci sono le frequenze

Dopo nove anni di polemiche e ricorsi giudiziari, potrebbe profilarsi una soluzione per il caso Europa 7, l’emittente che nel 1999 vinse la gara per una concessione nazionale, ma non ha mai avuto le frequenze per trasmettere. Il ministero dello Sviluppo economico-Comunicazioni ne ha individuate alcune, sulle quali oggi trasmette regolarmente Raiuno, assegnabili alla tv di Francesco Di Stefano in base agli obblighi di canalizzazione europea. Sul progetto c’è già il disco verde dell’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni. La svolta che molti giudicavano impossibile è arrivata ieri e ha concretizzato quello che negli anni del governo Prodi, veniva giudicato impossibile. Più volte il ministro Gentiloni aveva definito impraticabile l’idea di assegnare nuove frequenze a Europa 7. Le frequenze invece ci sono e sono state assegnate alla tv. Il piano, del dicastero messo a punto dal sottosegretario Paolo Romani ha già ricevuto il via libera dell’Autorità delle Comunicazioni che ha formalizzato il proprio parere tecnico favorevole dopo l’esame da parte del suo consiglio. Alla Rai, in ogni caso, non sarebbe sottratto nulla. La ricanalizzazione consente infatti, spiega l’Agcom, di «eliminare gli spazi tra un canale e l’altro», individuando così «8 frequenze in banda VHF-III», al posto delle 7 di prima. L’Autorità ricorda anche che, per iniziare a trasmettere, Europa 7 potrebbe appoggiarsi sugli impianti Rai e Mediaset «sulla base di condizioni economiche eque, trasparenti e non discriminatorie», come prevede una delibera dell’organismo di garanzia.