Europa ancora lontana nelle biblioteche romane

Passi avanti nelle strutture pubbliche ma ancora tanta strada per raggiungere Londra e Parigi

Michela Giachetta

A Roma gli appuntamenti di teatro, cinema, musica e spettacolo non mancano. Spesso costano caro, ma ci sono. Quello che manca è un’efficiente rete di servizi. A cominciare da quelli bibliotecari. È quanto emerge dai dati forniti dall’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali dello stesso Comune, che ha svolto uno studio sulle Biblioteche della capitale rapportandone l’offerta a quella delle altre città europee.
La Capitale, secondo tali dati, negli ultimi 5 anni ha fatto passi avanti, ma di strada per raggiungere metropoli come Londra, Madrid e Parigi bisogna farne ancora tanta. Lo spazio dedicato alle strutture bibliotecarie in funzione della popolazione, infatti, pur essendo aumentato del 38%, è ancora, e di molto, inferiore a quello delle altre città: il suo valore, pari a 0,05 mq ogni 10 abitanti è paragonabile solo a quello di Vienna (0,08), mentre, nelle restanti città, l’indice assume valori decisamente superiori (dallo 0,09 mq di Madrid, fino allo 0,29 di Parigi). Le biblioteche a Roma restano aperte circa 8 ore, ponendosi, in questo caso, in linea con le altre capitali europee, ma i cittadini, in queste 8 ore, possono usufruire di una quantità di libri e periodici nettamente inferiore: nella Capitale, infatti, vi sono solo 209 testi ogni 1000 abitanti, a Londra 2169, a Parigi 1326, a Vienna 1019. L’amministrazione capitolina, inoltre, destina meno risorse alle biblioteche: vengono, infatti, investiti 5 euro ad abitante, contro i 18 di Parigi e Vienna, i 23 di Londra. Senza pretendere che si arrivi alla cifra record di Helsinki, che spende nel settore 50 euro a persona, risulta evidente che per il servizio vengono spesi meno soldi delle altre città europee. Bisogna comunque sottolineare che negli ultimi anni vi è stato un miglioramento dei servizi: sono aumentate le postazioni e il materiale multimediale, il prestito dei volumi (del 49 per cento) e degli audiovisivi (del 344 per cento).
Nell’attesa che aumentino i posti per la lettura, ci si è dati da fare perché aumentino almeno i volumi disponibili. È, infatti, stata annunciata la nascita, in pieno centro storico, della Biblioteca europea, in cui saranno reperibili testi cartacei, ma soprattutto digitali. Sarà con ogni probabilità inaugurata il 23 aprile 2006, giorno in cui Montreal passerà il testimone a Roma e a Torino che diventeranno, per il 2006-07, le capitali mondiali del libro, come decretato dall'Unesco.