Europa e Usa: Fmi taglia le stime di crescita 2008

Il Fondo monetario internazionale è costretto a tagliare dello 0,3% le stime di crescita dell’economia mondiale nel 2008. E avverte: "La crisi dei subprime sta contagiando l’economia reale". In Eurolandia il pil salirà dell’1,6% con un taglio dello 0,5% rispetto alle speranze autunnali

Roma - Nessuno escluso. Tutti saranno colpiti dal rallentamento economico. E il Fondo monetario internazionale taglia dello 0,3% le stime di crescita mondiale per il 2008. Con un avvertimento: la crisi dei mutui ad alto rischio "si sta allargando" all’economia reale.

La frenata statunitense Le previsioni aggiornate dell’istituto di Washington, pubblicate con una nuova edizione del "Rapporto sulla stabilità finanziaria", indicano che, quest'anno, il prodotto globale salirà del 4,1% contro il 4,4% auspicato nel "World Economic Outlook" di ottobre e il 4,9% del 2007. Particolarmente marcata la revisione per il pil degli Stati Uniti: il risultato finale del 2008 si fermerà all’1,5%, lo 0,4% in meno rispetto a quanto si poteva prevedere in autunno. E' soltanto grazie al trascinamento del 2007 che dovrebbe chiudersi con un aumento del prodotto pari al 2,2%, con una revisione positiva pari allo 0,3%. Senza questo effetto benefico, il confronto "quarto trimestre su quarto trimestre" limita l’incremento dell'ex locomotiva a stelle e strisce allo 0,8%, contro il 2,6% registrato sulla stessa base l’anno scorso.

Netta sforbiciata per Eurolandia Male anche l'Europa dove il pil salirà solo dell’1,6% con un taglio dello 0,5% rispetto alle speranze autunnali. Il 2007 dovrebbe, invece, mettere a consuntivo un miglioramento del 2,6%, lo 0,1% in più rispetto a ottobre. A preoccupare maggiormente è, infatti, il rischio inflazione. Proprio per questo, la politica monetaria della Banca centrale europea si sta rivelando "appropriata". In linea di massima, secondo l'Fmi, "le politiche monetarie delle banche centrali devono essere flessibili nel rispondere al rallentamento della crescita o all’aumento dell’inflazione".

Rallentamento anche in Giappone L’economia nipponica dovrebbe chiudere il 2008 in crescita dell’1,5%, lo 0,2% in meno rispetto agli auspici di ottobre. Il 2007 è indicato all’1,9% con una limatura dello 0,1%. In generale, il prodotto delle economie avanzate dovrebbe salire quest’anno dell’1,8%, con un peggioramento dello 0,4% rispetto al dato contenuto nel "Weo". Al 2,6% il 2007, che beneficia di una revisione al rialzo dello 0,1%.

Le preoccupazioni si estendono oltre i subprime L'Fmi non nasconde che a generare la crisi sia stato il vortice generato dai mutui ad alto rischio. Ma le preoccupazioni sul credito adesso si estendono anche oltre il subprime. E la situazione potrebbe aggravarsi a causa del peggioramento delle condizioni economiche. "Un declino più marcato dell’economia potrebbe contribuire ad allargare la crisi oltre il settore subprime", ha affermato l’Fmi rilevando che "le tensioni persistono e probabilmente i costi del rischio a termine resteranno più elevati per qualche tempo". Proprio per questo, servono "politiche che rispondano sia alle tensioni di breve sia alla stabilità finanziaria di lungo termine".

L'Italia non cambia direzione Charles Collyns, numero due del dipartimento ricerche del Fondo monetario internazionale, non crede che la crisi dei mutui "danneggerà la direzione positiva intrapresa dall’Italia". "l’Italia ha fatto progressi verso il consolidamento delle politiche fiscali anche se il Fondo aveva sollecitato maggiore rapidità - ha spiegato - l’influenza del rallentamento economico sarà abbastanza uniforme in Eurolandia". Secondo il direttore della Ricerca del Fondo monetario internazionale, Simon Johnson, sarebbe più preoccupante la crisi di governo. In realtà, tutte le situazioni politiche potrebbero essere "motivo di preoccupazione". Per l'Fmi i fattori principali sono "le proiezioni di crescita, fattori puramente economici".