Europa, grazie all’accordo di Bruxelles l’abbiamo scampata bella

Caro Paolo, vedo con stupore che ritieni una buona cosa gli accordi al minimo raggiunti nei giorni scorsi dagli emeriti conduttori dell’Europa. Purtroppo, mio caro Paolo, questi accordi, lungi dall’essere degli accordi al minimo, sono invece la prima, vera pietra tombale sulla libertà e l’indipendenza delle Nazioni, di cui, con grande dispiacere di Napolitano, di Prodi, di D’Alema, ancora in piccola parte godevamo. Del resto penso che il campanello d’allarme avrebbe dovuto risuonare con un assordante fischio al tuo attentissimo orecchio se non altro per il fatto che, per la prima volta da quando siamo rallegrati dall’esaltante guida governativa di Romano Prodi, questi ha dichiarato di essere tristemente deluso dei risultati raggiunti. Dato che finora non era mai successo, neanche di fronte ai peggiori rischi del suo governo (che so, un’improvvisa bronchite di uno dei senatori a vita) che il signor Prodi non affermasse di essere soddisfatto di sé e delle sue straordinarie vittorie, il fatto che abbia dichiarato, in quanto entusiasta europeista, di essere deluso avrebbe dovuto convincerti del contrario. Nessuno, caro Granzotto, nessuno dei capi di governo riuniti in questo beatissimo giugno intorno al capezzale del proprio ricchissimo Impero, è mai stato più soddisfatto di così. Invece che consultarsi, come avrebbe fatto una qualsiasi famiglia armata di buon senso per decidere in che modo mettere fine alla carriera di un figlio buono a nulla, bocciato da tutte le scuole e dedito alle più perverse fobie, i 27 detentori del potere su oltre 400 milioni di persone, hanno fornito la Ue di personalità giuridica e deciso la nomina di un commissario (o ministro che dir si voglia) che gestirà la politica estera. Questo significa che nessuna Nazione (tranne la Gran Bretagna, da te appunto così giustamente lodata per il suo amore per la libertà e l’indipendenza dei suoi figli), da oggi è più «Nazione». E quello strano mostro giuridico che fino a oggi è stata la Ue, adesso è abilitato a partecipare a tutte le istituzioni internazionali (che appunto portano questo nome) e deciderà della politica estera di qualsivoglia Paese dell’Unione, sia questo, come l’Italia, totalmente circondato dal mare, sia questo, come la Germania, priva di sbocco al mare: tutti uguali finalmente! Quello che è più spaventoso in questo contesto, caro Granzotto, è che sembra che non sia successo quasi nulla; soprattutto, quello che è più spaventoso è che siano i politici e responsabili di governo italiani a non preoccuparsi di nulla. Una sola cosa è sempre stata loro a cuore, da quando è caduto l’Impero romano: che siano gli stranieri a governarci! Ci sono riusciti: chi, dunque, è più felice di loro?

Cara Ida, tutti ti riconoscono, ed io per primo, il ruolo di indomita animatrice della schiera - un tempo esigua, oggi più numerosa che mai - di coloro che rifiutavano di unirsi al Ballo Excelsior per la costruzione di quella Europa europeista che per comodità definiremo «prodiana» e per la quale avremmo dovuto rinunciare, oltre al resto, alla nostra identità nazionale. Figuriamoci, quindi, quanto teniamo al tuo giudizio, quanto preziose ci siano le tue analisi, le tue pungenti riflessioni su quello che bolle nel paiolo eurolandico. Credo però che sui risultati dell'ultimo vertice ti faccia velo la più che giustificata diffidenza nei confronti di quei conclavi, della loro liturgia e delle loro manfrine. Ma stando ai fatti, sabato 23 giugno a Bruxelles hanno solo cercato di indorare la pillola (addirittura affermando, loro, ossessionati dai simboli, che la bandiera blu stellata, che l'inno e il motto in fondo non sono tanto importanti e dunque tanto valeva rinunciarvi), hanno inventato la figura dell'«Alto rappresentante», ma senza dargli più poteri di quelli - zero - che aveva il Commissario agli affari esteri. Ci sarà la Carta dei diritti, è vero, ma è stato chiaramente precisato che non influenzerà la legislazione degli Stati membri, i cui Parlamenti si riapproprieranno delle prerogative che l'Europa aveva loro scippato. Ci sarà (forse) un Trattato, ma è ben altra cosa dalla Costituzione che gli euroesaltati intendevano appiopparci. Tutto il resto è routine, è dilazione, è impegno a trovare un accordo nel futuro, campa cavallo. A pensarci bene, un merito Prodi ce l'ha: senza la sua isterica smania dell'«allargamento», senza la sua Europa a 27 membri e quindi alla babilonia, al caos, chissà... Anche se tu nutri ancora qualche dubbio, l'abbiamo scampata proprio bella, cara Ida.