IN EUROPA LA JUVE DOMINA COL BRIVIDO

Tony Damascelli

nostro inviato a Bruges
È sembrata un’amichevole, per ottanta minuti, la Juventus aveva sistemato il 2 a 0 dopo mille peripezie, merito del portierino del Bruges, poi i belgi hanno agguantato il golletto del 2 a 1 e la Juve ha visto fantasmi e incubi, Vieira si è fatto espellere e la squadra bianconera ha finito sudando una serata che avrebbe potuto tranquillamente godersi al bar sport. La squadra bianconera ha giocato un ottimo football, cosa che a memoria non capitava di vedere dai tempi di Platini, perchè la Juve di Lippi era potente ma non aveva la qualità di quella contemporanea di Capello. Non si può dire che abbia sbagliato i gol perchè l’eroe della partita è stato il portiere belga, Stijen, riserva promosso titolare per la polmonite che ha messo a letto Butina. Dunque Stijen ha tolto tutte le mosche che ronzavano davanti e nella sua porta, deviando, parando, respingendo le conclusioni a dosi industriali degli juventini.
La facilità con la quale la squadra di Capello si è espressa nella prima parte dell’incontro ha ribadito la personalità assoluta del gruppo confortata dall’assoluta classe di Ibrahimovic le cui invenzioni sono state bruciate tutte e dal portiere belga e anche dalle imprecisioni di Nedved e di Vieira. Cento tiri e zero gol confermano che il possesso di palla non conta nulla, se poi non si raccoglie la miseria almeno di una rete. E così il Bruges, tramortito dalle mosche torinesi, ha fatto quello che ha potuto, comunque eccitando il pubblico del Breydelstadion che non è più abituato al grande football e va in delirio quando la palla finisce in calcio d’angolo. I belgi si sono limitati a qualche giocata sui corner e Abbiati, di bianco vestito, si è esibito in una uscita da Vispa Teresa creando il panico tra i sodali suoi e poi ritrovandosi il pallone tra le mani, quasi per caso, dopo carambola fortunosa.
Capello ha schierato Blasi sulla fascia destra dove il romano è stato spesso molestato da Vanaudenaerde, ma ha saputo anche sfruttare una certa libertà, andando tre volte alla fuga e al cross per Trezeguet stoppato dal trapezista Stijen. La partita si è intossicata per la Juventus dopo i cento tentativi e le foto da spiaggia del portierino belga, si è innervosito Vieira che ha preso la canonica ammonizione per un fallo inutile in zona fredda, nella metà campo belga e qui Ibrahimovic si è messo a stuzzicare l’arbitro spagnolo, lanciandogli anche il pallone addosso, rischiando il giallo pure lui, mentre Fabio Capello, lasciata di scatto la posizione di panchina, gli ha urlato di tutto, richiamandolo a un comportamento che lo slavo finto svedese dimentica volentieri. Di sicuro la sua prova, anche ieri sera a Bruges, è stata superlativa, per la raffinatezza del tocco, nel repertorio ormai consueto, colpi di tacco, aperture improvvise e conclusioni feroci, è lui l’uomo che ha cambiato veramente e profondamente il volto e lo spessore della squadra bianconera, perchè anche in Belgio, Zlatan Ibrahimovic ha fatto la punta e il rifinitore, caratteristica che appartiene soltanto ai grandi interpreti del football.
Dopo aver sprecato l’inimmaginabile su azione la Juve ha trovato il gol del vantaggio su punizione, come vuole questo gioco pazzo e dunque bello. Ibrahimovic è stato arpionato al ventunesimo della ripresa da Spilar, che ha preso anche il cartellino dell’ammonizione. Barriera a otto dei belgi, Ibrahimovic in posizione di sparo e destro secco, rasoterra di Nedved sul quale Stijen non ha potuto fare più Nembo Kid. Il gol juventino è arrivato proprio nel momento in cui il Bruges sembrava aver preso sangue, trovando la corsa e il piglio giusti e dunque creando qualche affanno alla retroguardia juventina, messa in difficoltà da qualche ansia di Abbiati.
La Juventus ha sistemato la trasferta nelle Fiandre al minuto 29, con «monsieur cent», Trezeguet che ha superato, con pallonetto velenoso, Stijen, realizzando il centesimo gol in maglia bianconera. Il Bruges ha riacceso il tutto a sei dalla fine con Yulu Matondo, nel caos Vieira ha commesso un fallo inutile che gli è costata l’ammonizione, mi auguro che gli costi anche moltissimi euro.