Europa League, Juventus eliminata dai "ferrovieri"

Nel gelo di Poznan (-10°) la Juve non va oltre l'1-1 con il Lech. Non basta la rete di Iaquinta. Suicidio della <strong><a href="/sport/suicidio_sampdoria_lavventura_e_gia_finita/02-12-2010/articolo-id=490914-page=0-comments=1">Sampdoria</a></strong>: perde in casa (1-2) con il Psv Eindhoven. E stasera tocca a Napoli (a Utrecht) e Palermo (in casa con lo Sparta Praga)

Tanti saluti all'Europa. Con un turno di anticipo, addirittura. Sotto gli occhi di Andrea Agnelli la Juventus non va al di là dell'1-1 sul campo del Lech Poznan, la squadra degli ex ferrovieri che fatica a stazionare a metà classifica nel campionato polacco: complice la vittoria del Manchester City sul Salisburgo, l'ultimo turno sarà ininfluente.
Calzamaglie, cuffiette speciali e scaldacollo: i bianconeri provano a combattere il freddo (-10°, con tempesta di ghiaccio misto a neve) in tutti i modi, ma come già all'andata il pericolo pubblico numero uno è l'attaccante lettone Artjoms Rudnevs.

Tre gol a Torino, uno ieri sera dopo poco più di dieci minuti: dormita di Chiellini su calcio d'angolo dalla destra, colpo di testa vincente del biondo e partita subito in salita. Juve timida, insomma, nonostante un iniziale chance in mischia per lo stesso Chiellini: con Sissoko a pattinare sul ghiaccio, Del Piero che non salta mai l'uomo e una linea di centrocampo poco disponibile ad aiutare quella difensiva. Logicamente, passata in svantaggio, la Signora è chiamata a fare la partita e almeno ci prova, pur con tutte le difficoltà di un ambiente a dir poco ostile. Difficile comunque fare girare il pallone e cercare le fasce su un campo pressoché ghiacciato: le occasioni migliori arrivano allora su calcio da fermo e, quando Kotorowski non trattiene una punizione di Del Piero, Bonucci fallisce un tap in clamoroso calciando ancora sul portiere.

Il Lech non è certo squadra di marziani: subisce, però resiste e non capitola nemmeno quando prima Sissoko e poi Iaquinta si presentano a tu per tu con il suo numero uno. A metà gara, con il campo ormai quasi completamente innevato e il pallone (bianco) ormai indistinguibile, lo spettro dell'eliminazione è più concreto che mai. Dopo essersi vista respinta la richiesta di sospensione del match e avere finalmente convinto gli ex ferrovieri polacchi a tirare fuori dai magazzini un pallone rosso, la Juve si ributtava ancora in avanti: era però Kikut a fallire il raddoppio, prima che Del Piero si mangiasse di testa il possibile 1-1 con venti minuti ancora da giocare. E quando Iaquinta la buttava dentro a meno sei dalla fine, aumentavano i rimpianti anche perché il baby Libertazzi per poco non trovava il 2-1. Adesso non restano che campionato e Coppa Italia.

L’altra partita: Manchester City-Salisburgo 3-0.
Classifica: Manchester City 10, Poznan 8, Juventus 5, Salisburgo 2.