«Europa» sfida il ridicolo: Alemanno sa solo rinviare

da Milano

Sarà banale, ma viene spontaneo dire: e lasciategli almeno il tempo di respirare. L’invito è rivolto al quotidiano Europa, giornale del Partito democratico; e la persona che ha diritto a rifiatare e riordinare le idee è Gianni Alemanno, eletto sindaco di Roma il 28 aprile.
Dal ballottaggio che ha visto l’esponente di An prevalere su Francesco Rutelli non sono passate nemmeno due settimane, un lasso di tempo che chiunque assuma un nuovo e impegnativo incarico utilizza di solito, molto opportunamente, per orientarsi e ambientarsi. Il neosindaco non ha ancora nominato gli assessori che dovranno collaborare con lui nel governo della Capitale. La prima seduta del Consiglio comunale è stata fissata per lunedì 26 maggio, in quanto la proclamazione ufficiale degli eletti da parte del tribunale è datata mercoledì 7 maggio. Nonostante questo, il quotidiano ex margheritino, con una vis polemica degna di miglior causa, sfidando il senso del ridicolo e i dettami della logica, attacca a testa bassa l’avversario di Rutelli dedicandogli un articolo in prima pagina nel quale lo rimprovera di non aver ancora affrontato i problemi della Capitale. Sicurezza, campi nomadi, accattonaggio, prostituzione, abusivismo commerciale, arredo urbano, mobilità: inerzia assoluta. Nulla viene risparmiato ad Alemanno, definito con sarcasmo nel titolo «il Temporeggiatore».
Ma dai... come il console Quinto Fabio Massimo? Che fu nominato dittatore dopo la sconfitta del Trasimeno, contrastò l’esercito di Annibale evitando accuratamente lo scontro frontale e per questo si vide togliere il comando a favore di quei generali che guidarono le legioni a Canne, al disastro indicato per due millenni dai libri di arte militare a modello di tutto quello che non bisognava fare in battaglia.
Un paragone, quello fra Alemanno e Fabio Massimo che, se non fosse un esempio di umorismo involontario, si potrebbe anche considerare un complimento. Naturalmente, involontario.