Europee Affissioni abusive: l’esempio del Pd

DE LUCA «Facciamo quello che il sindaco dovrebbe fare per legge». Ma i suoi colleghi sono i primi a violare le regole

Ieri mattina un gruppo di militanti guidati dal vicepresidente della commissione Ambiente del Comune Athos De Luca (Pd) ha strappato alcuni manifesti affissi al di fuori degli spazi consentiti in largo dell’Ara Coeli, a poca distanza dalla cordonata del Campidoglio. Chiaro - e dichiarato - l’intento di protestare contro il sindaco che, a detta dell’esponente del Pd, non sarebbe troppo attento alla necessità di reprimere tempestivamente il fenomeno che in occasione di ogni campagna elettorale viene definito «manifesto selvaggio». «Stiamo facendo quello che per legge dovrebbe fare il sindaco - ha detto il barbuto consigliere comunale -. È una vicenda che si trascina da anni ma che al momento non viene fronteggiata con alcuna iniziativa, attraverso una valanga di multe per affissione abusiva, la defissione tempestiva dei manifesti fuori posto e un’adeguata sorveglianza da parte dei vigili urbani».
L’affissione irregolare di manifesti è, però, un’attività nella quale gli attacchini del Pd non danno certo l’esempio. Chiedono il rispetto delle regole, ma poi sono i primi a violarle. Basta dare uno sguardo alle foto che pubblichiamo qui a fianco. Ce ne sono per tutti i gusti, accomunate da due elementi: l’appartenenza di tutti i candidati al partito di Franceschini (e di De Luca) e l’affissione fuori dagli spazi consentiti. Le foto sono state scattate in via Labicana, a San Giovanni, nei pressi del Colosseo e alla Garbatella. C’è, perciò, da chiedersi: da quale pulpito viene la predica?