Europee, pronta la legge: sbarramento al 4%

Martedì arriverà alla Camera il testo di riforma della legge elettorale per le elezioni europee. Varato l'accordo Pd-Pdl per istituire uno sbarramento al 4%. Niente da fare per le preferenze. Favorevoli Lega e Udc. La sinistra insorge contro i democratici

Roma - La riforma della legge elettorale europea, con l’introduzione della soglia di sbarramento al 4%, verrà esaminata dall’aula della Camera martedì prossimo. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo. Lo riferiscono i partecipanti alla stessa riunione. "Abbiamo ritenuto di allineare il nostro paese al sistema di voto degli altri paesi europei dove è presente il superamento di uno sbarramento superiore a questa cifra". Lo dice il presidente dei deputati del Pd, Antonello Soro, sull’accordo in conferenza dei capigruppo di riforma della legge elettorale per le Europee. "Il testo - sottolinea Soro - non corrisponde né a quello della maggioranza né a quello proposto dagli altri partiti. L’intesa è stata raggiunta su un aspetto specifico".

Le reazioni Soddisfatto il capogruppo della Lega, Roberto Cota: "La proposta Calderoli - commenta - già prevedeva una soglia al 4%. Certo era più complessa e questa riforma riguarda solo una parte, ma la riteniamo valida". L’Udc non ostacolerà la riforma. Il vicepresidente dei deputati Michele Vietti conferma che "nel corso della discussione in aula saremo neutrali e non metteremo i bastoni tra le ruote" ma avverte: "Se l’impegno di governo, gruppi e presidente della Camera a non modificare il testo dovesse venire meno, l’esame sarebbe sospeso".

Le critiche La "quasi intesa" tra Pd e Pdl, che già la settimana scorsa aveva provocato critiche a sinistra, ma anche dalla Destra di Francesco Storace, darà vita oggi ad almeno due manifestazioni di piazza a Roma. "No allo scippo di democrazia", dice in un volantino Sinistra democratica, che parteciperà col Sole-che- ride a un sit-in alla Galleria Colonna. "In cambio dello sbarramento al 4% per le Europee Veltroni è pronto a svendere la Rai, a cedere sulla giustizia, a ingannare il Paese con un falso federalismo". "L’ipotesi di introdurre lo sbarramento elettorale per le elezioni europee è con ogni evidenza un favore che il governo intende fare a Veltroni e Di Pietro" ha detto invece in un comunicato il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero il cui partito ha organizzato una manifestazione davanti alla sede del Pd. "E’ infatti evidente che non vi sarebbero le condizioni politiche per una modifica della legge fatta dalla sola maggioranza ed è altrettanto evidente che Berlusconi è interessato molto di più all’abolizione delle preferenze, che però non è prevista".

Abbassata la soglia Era proprio a Berlusconi che guardava nei giorni scorsi soprattutto il Pdl, prima di prendere una decisione definitiva. Ancora sabato, il premier aveva ribadito di preferire la soglia al 5%, e di non credere comunque nella possibilità di una intesa con l’opposizione. Ma l’avvio, ieri, della serie di incontri da parte del ministro Vito sulla "ipotesi 4%" ha indicato un cambio di orientamento. Secondo gli esperti, la modifica della legge elettorale per le Europee può essere varata fino a due mesi prima del voto, dunque fino ai primi giorni di aprile. Pd, Idv e Udc hanno sempre criticato la proposta di eliminare il voto di preferenza, ma non l’introduzione di una soglia, pur indicando limiti diversi dal 5% chiesto dal Pdl.