Europee, Veltroni: uniti vinciamo Ma la sinistra estrema non ci sta

Lo sbarramento al 4% fa discutere le forze
politiche. Prc e Pdci: "Unità dei gruppi comunisti". Ma i Verdi chiudono: "Idea vetusta"

Roma - L’introduzione dello sbarramento del 4% per le elezioni europee continua far discutere le forze politiche, con i "piccoli", di destra e di sinistra, che contestano l’intesa raggiunta due giorni fa tra Pd e Pdl.

L'appello del Pd alla sinistra La vicecapogruppo alla Camera del Pd, Marina Sereni, si rivolge proprio ai partiti minori della sinistra che rischierebbero di restare fuori dal Parlamento di Strasburgo e sottolinea che l’introduzione di uno sbarramento del 4%, mantenendo le preferenze, "corrisponde alla richiesta che viene dai cittadini per un sistema dei partiti meno frantumato e per restituire all’elettore la possibilità di scegliere il proprio parlamentare. Anzichè attaccarci - continua - le forze alla sinistra del Pd dovrebbero costruire le condizioni di un’aggregazione che possa dare voce al loro elettorato. Per parte nostra - aggiunge - se sarà introdotto lo sbarramento, credo dovremo essere disponibili ad aprire le nostre liste ad altre forze riformiste". Ma le manovre di aggregazione a sinistra non sembrano facili: Riccardo Nencini, segretario dei Socialisti, avanza l’ipotesi di una "alleanza che vada dai Radicali al movimento di Vendola, dai Verdi a Sinistra Democratica" e Oliviero Diliberto sottolinea che "sono in corso intensissimi colloqui con i dirigenti di altri partiti" e si dice "ottimista" riguardo all’ipotesi di correre sotto un unico simbolo alle prossime elezioni europee. Ma il Verde Paolo Cento fa sapere che il Sole che ride non starà mai all’interno di una colazione che abbia come simbolo la falce e il martello e boccia come "vetusta" la proposta di Diliberto. Le critiche all’accordo continuano ad arrivare da sinistra con il segretario di Sd, Claudio Fava, che ribadisce "l’errore politico" dell’accordo sullo sbarramento e denuncia "il baratto" che i due principali partiti avrebbero portato a termine.

Veltroni: "La sinistra unita può farcela" "Mi auguro veramente che la sinistra radicale italiana si ritrovi in una dialettica più unitaria che di frammentazione perchè può superare ampiamente il 4%", ha detto il segretario del Pd Walter Veltroni, che oggi, all’inizio di un suo tour attraverso l’Italia, ha incontrato a Torino una delegazione di iscritti ai partiti di sinistra. "Ho avuto con loro uno scambio sincero ed amichevole - ha spiegato Veltroni - e ho detto loro quello in cui crediamo, cioè che la legge elettorale italiana deve essere come quella degli altri Paesi. Se in Francia e Germania la soglia è del 5%, se in Inghilterra lo sbarramento reale è persino al 9%, l’Italia non può arrivare in Europa con decine di gruppi politici".

La contestazione a Torino L'entusiasmo di Veltroni non è stato, tuttavia, apprezzato dalla sinistra radicale: un presidio contro la sbarramento al 4% è stato, infatti, organizzato questa mattina da Rifondazione comunista e dai Comunisti italiani di fronte alla nuova sede del Pd inaugurata da Veltroni. Esponenti dei due partiti hanno manifestato con bandiere e striscioni distribuendo anche un volantino che rappresenta una faccia composta dai volti di Veltroni e Silvio Berlusconi. Volantino che si chiede: "Che cos’è il Veltrusconi? Eliminazione dei comunisti dalle istituzioni, subalternità ai poteri forti e nessun provvedimento su potere d’acquisto e contro la precarietà, nessuna opposizione sul federalismo fiscale che renderà sempre più povere le regioni con meno risorse". Quindi, conclude il volantino: "Noi non abbiamo paura la nostra risposta è unità dei comunisti subito".