Europei al via all’Idroscalo sognando i Mondiali 2010

A 40 anni Rossi cerca la qualificazione olimpica: «Ma se non sarò da podio, lascerò il posto a un giovane»

Una grande festa per lo sport gli Europei di canoa e kayak, un grande spot pubblicitario per la città di Milano. Da giovedì a domenica sera l'Idroscalo sarà infatti la capitale europea del kayak e della canoa d'acqua piatta, con i migliori atleti (circa 700) di 40 Paesi impegnati nel contendersi contemporaneamente titoli continentali e ultime possibilità di qualificazione olimpica sulle distanze dei 200, 500 e 1.000 metri con i kayak K1, K2, K4 e gli equipaggi C1, C2 e C4 per la canoa. Sarà anche l'occasione per celebrare i 75 anni di attività agonistica del bacino milanese che da sempre è la culla della canoa agonistica italiana, in lizza come sede dell'edizione 2010 dei Mondiali.
«Gli esami non finiscono mai, ma l'importante è arrivarci preparati: noi lo abbiamo fatto» ha esordito in sede di presentazione Luciano Buonfiglio, presidente della Fick, Federazione italiana canoa kayak, ricordando come il 2008 sia un anno di fuoco per gli azzurri: «Questa manifestazione arriva subito dopo le tre medaglie conquistate dai nostri atleti agli europei di slalom a Cracovia».
Tra i tanti big al via per la squadra azzurra spiccano i nomi dei «vecchietti terribili» Josefa Idem e Antonio Rossi. La Idem, 43 anni, è alla vigilia della sua settima partecipazione ai Giochi (4 medaglie olimpiche nel suo palmarès) mentre Rossi, finanziere classe 1968 (3 ori, un argento e un bronzo in 4 partecipazioni) è ancora alla ricerca di quel pass per Pechino che inseguirà assieme a Benedini, Ricchetti e Piemonte nel K4 sulla distanza dei 1.000 metri. Lo abbiamo raggiunto a Mantova, dove gli azzurri stanno rifinendo la preparazione: «La condizione è buona, abbiamo lavorato bene e siamo molto carichi. Purtroppo è rimasto solo un posto disponibile per andare in Cina: faremo di tutto per guadagnarcelo».
Quali gli equipaggi più insidiosi per la qualificazione?
«Togliendo quelli che si sono già guadagnati il posto direi che ce la giochiamo con gli equipaggi romeni, spagnoli, danesi e della Repubblica Ceca».
Vada come vada considera Pechino l'ultima tappa della carriera?
«Per ora penso solo a raggiungere la qualificazione con questo equipaggio: prima di pensare oltre occorre cominciare a guadagnarsi l'accesso in questa gara secca. Non sarà facile ma, se a qualificazione avvenuta dovessi vedere che non siamo da medaglia, allora preferirò lasciare il posto a qualche giovane. In ogni caso penso proprio che chiuderò la carriera con i campionati italiani di settembre. Non che mi senta “vecchio”, anzi: fisicamente sto benone, ma arriva un momento in cui bisogna saper smettere. Non riesco a trascorrere abbastanza tempo con la mia famiglia e questo comincia a pesarmi».