Europei, Caliandro re dei 3000 «Padre Pio ha corso con me»

L’azzurro conquista l’oro indoor a Birmingham. La Di Martino è argento nell’alto. Oggi Howe

Dalla paura di tornare a mani vuote a vincere due medaglie, oro e argento, il passo può essere breve. E così è stato, a Birmingham, durante i campionati indoor d’atletica. Di più: per gli azzurri preoccupati, l’attesa di figurare bene non è stata nemmeno lunga tanto più che su un simile risultato, il presidente Arese aveva forse sognato ma non sottoscritto. I benefattori sono Cosimo Caliandro, pugliese, salito sul podio più alto, ed Antonietta Di Martino argento con il cuore in gola per l’emozione. Cosimo ha trionfato nella gara dei 3000 metri, sulla quale alla vigilia puntava per un posto fra i primi: per vincere vi ha messo una preparazione seria, durante tutto l’inverno e poi un atout di tutto rispetto, un’immagine di Padre Pio: «Sono un credente, sentivo che questo era il giorno giusto». Il binomio ha funzionato perfettamente e la sua gara è stata stupenda, senza una pausa, senza una disattenzione.
Un piccolo capolavoro, inatteso eppure ancora più gratificante per un giovanotto di 24 anni, sposato, finanziere nel corpo delle Fiamme Oro. Cosimo è nato a Francavilla Mare, in provincia di Brindisi, città natale di un altro campione di lunga lena, Giacomo Leone, dominatore di una Maratona di New York. Proprio da lui Caliandro ha appreso le prime nozioni del buon mezzofondista, per poi esplodere sotto le cure di Stefano Cecchini. Dalla sua ha giocato indubbiamente una preparazione accurata ma anche un’esatta visione della gara, maturata nel corso di una carriera che dura dal 1997 e che gli ha permesso nel 2001 a Grosseto di vincere il titolo europeo juniores dei 1500 metri. Dopo la vittoria ha dichiarato: «Non pensavo di vincere, ma di arrivare fra i primi sì». E invece...
Antonietta Di Martino ha riscosso il giusto premio per quanto aveva già fatto in questa stagione, compresi i 2 metri, con i quali è diventata la primatista italiana di salto in alto indoor, mettendo alle spalle sia Antonella Bevilacqua sia, nientemeno, Sara Simeoni. Quei 2 m, ottenuti in Slovenia, a Banska Bristrica, a metà febbraio, hanno confermato il suo limpido talento e la gara di ieri è stata perfetta fino a 1.96, ma non al fatale l.99. Fatale per tutte le concorrenti meno che per la maestrina belga Hellebrot, salita poi fino a m 2.05, fallendo di poco i m 2.09.
La Di Martino, 29 anni da compiere il 1° giugno, nata a Salerno ma residente a Cava dei Tirreni, tesserata per le Fiamme Gialle, è esplosa sei anni fa a Catania, nel corso dei campionati italiani, saltando m 1.98 (terza prestazione nazionale di tutti i tempi, alle spalle di Simeoni e Bevilacqua). Poi una serie di infortuni l’hanno quasi obbligata a lasciare; ma la sua tenacia alla fine ha avuto buon gioco. Oggi di scena Andrew Howe, nel lungo. Ieri nella qualificazione ha rischiato al punto da non essere ammesso alla finale, poi ottenuta con l’ottavo e ultimo posto dei finalisti (7.85 m).