Europeo già nei pensieri di Prandelli: «Aspetto Balotelli. Bravo Giovinco»

La qualificazione a Euro 2012 è già in tasca, ma Prandelli venerdì a Belgrado vuole un’Italia vera. «Contro la Serbia sarà come la prima di un Europeo, c’è tutto per una partita vera: ambiente, tifosi e forza dell’avversario che ha bisogno di una vittoria», così il ct azzurro. Da qui la scelta di dare continuità al progetto. Per gli esperimenti tattici, meglio attendere le amichevoli di novembre (Polonia e Uruguay), quella eventuale di febbraio con l’Olanda o i possibili stage auspicati da Prandelli.
Il cerchio azzurro si è dunque allargato, ma di poco. Ci sono solo i ritorni di Barzagli e Cigarini: lo juventino, in particolare, sostituisce Ranocchia infortunato - ma comunque fermo per i tre turni di stop come prevede il codice etico - e torna nel gruppo dopo tre anni. «Non ho mai pensato all’azzurro come ad un capitolo chiuso, avevo solo smesso di pensarci», rivela il difensore. L’atalantino apparve invece all’inizio dell’avventura azzurra di Prandelli al posto di Marchisio infortunato.
Così con la Serbia Prandelli andrà sul sicuro, con il modulo collaudato. E un jolly che può sconvolgere i piani, Mario Balotelli, al quale a settembre fece un chiaro discorso anti-apatia. «Sarei felice se mi mettesse in difficoltà, ma non voglio mettergli troppe pressioni, se ne cerca già tante da solo. Lo vedo più sereno, diciamo che è in un momento di passaggio e non vado oltre. Lui con Cassano? È una possibilità. Certo, il primo gol di Mario in azzurro farebbe bene a lui, ma anche a noi...».
Per il futuro, il ct apre a Osvaldo: «L’ho avuto da giovane alla Fiorentina, è l’attaccante moderno, nè centrale nè esterno, ma con forza fisica, resistenza, senso del gol e capacità di difendere. In Spagna insegnano questo: il primo difensore è l’attaccante, appena persa palla. Lo seguo». E butta un occhio di riguardo a Schelotto, Cerci e Pepe: «Sono gli esterni che ci mancano, ma non bastano due o tre partite. Proverò qualcosa nelle amichevoli, poi a giugno vedrò se posso contare su moduli alternativi». Non la difesa a 3, dunque poche chance per i napoletani Campagnaro e Cannavaro. «Questo tipo di difesa ha altri movimenti, io ho trovato le mie certezze e Mazzarri non può cambiare per me», sottolinea il ct. Più facile vedere qualcosa di nuovo nel centrocampo a 4, dove potrebbero trovare spazio più avanti un Marchisio sul punto di «scollinare» e diventare grande e un Giovinco, candidato a essere «l’italiano più interessante dell’anno».