Euroscettici? E la Ue risponde nascondendo la sua bandiera

Dal primo gennaio 2009, la presidenza semestrale passa ai cechi. Ma tra loro è forte l’anti-europeismo a cominciare da quello di Vaclav Havel che annuncia che mai farà issare il vessillo europeo sul castello di Praga (nella foto <em>Sarzoky e il premier Topolanek</em>)<br />

Passaggio di consegne A fine anno scade il semestre di guida francese dell’unione Europea. “Non ho alcun dubbio su Topolanek, sono certo che sarà all’altezza dell’istituzione che presiederà” ha fatto sapere alla fine della scorsa settimana, da Bruxelles, Nicolas Sarkozy che si appresta a cedere il testimone al premier ceco. Ma non tutti nella capitale comunitaria sono così d’accordo con l’esternazione (diplomatica?) del presidente francese. Un po’ per via della pesante crisi finanziaria con riflessi economici che ha colpito il vecchio continente: come saprà Praga far fronte ad un eventuale peggioramento della situazione, visto il poco carisma che possiede sugli altri soci? E come potranno i cechi definire interventi protettivi sull’area euro, visto che non ne fanno parte?

Euroscettico Ma soprattutto sono sospettosi, se non preoccupati a Bruxelles, per via della crescente disaffezione della repubblica ceca nei confronti dell’Europa. Testimoniata ampiamente da un presidente della Repubblica, Vaclav Havel, che ha già fatto sapere senza mezzi termini che lui la bandiera della Ue – quella blu con il cerchio di stelle gialle al centro – non la farà mai issare sul palazzo presidenziale, ovvero sul castello della capitale, a fianco di quella ceca. “Non ce né motivo. Siamo membri anche dell’Onu e della Nato ma non per questo esponiamo le loro bandiere…” ha dichiarato Havel. Il quale peraltro, subito dopo la bocciatura irlandese del referendum sul trattato di Lisbona non si era nascosto dietro un dito, chiarendo gioioso che a suo modo di vedere a quel punto “il Trattato è definitivamente morto!”. 

Problemi Non è mica una grana da poco, l’avvento di Praga alla guida semestrale dell’Europa. Probabile infatti che proprio sotto la sua presidenza si debba sciogliere il nodo irlandese – Sarkozy ha ottenuto che Dublino si presenti al vertice di dicembre, ultimo a guida francese, con un progetto per un possibile rientro che comunque dovrebbe aver luogo nel primo semestre del 2009 – e più che possibile che l’Europa si trovi davanti ad almeno un paio di appuntamenti importanti proprio agli inizi dell’anno prossimo: ovverosia i vertici con il nuovo presidente russo Medved e con il neo-eletto americano Obama. E anche qui non mancheranno problemi. Proprio Klaus ha infatti sposato le tesi russe sulla Georgia, mettendosi in chiara contrapposizione con il resto dei 27. Senza contare poi la 'mina' ambientale, visto che il presidente ceco, che un ruolo lo dovrà comunque avere, anche se ufficialmente la guida del semestre sarà del più europeista Topolanek, ha scritto un libro dal titolo eloquente (A blue, not a green placet) in cui mostra tutto il suo scetticismo sulle origini del cambiamento climatico che a suo dire non c’entrano assolutamente con le attività umane.

Zuccherino Così a Bruxelles già si sono alzate le antenne dell’allarme rosso. Si temono non poco le mosse di Praga, anche perché pur essendo la maggioranza di centro-destra in maggioranza filo-europea (ma nel maggior partito abbondano gli euroscettici), anche sul versante di sinistra ci sono gli ex-comunisti che battono il tasto della diversità rispetto alla marmellata Ue. Anche la campagna che segnala la repubblica ceca sulla tolda di comando, riflette un po’ le ambiguità nei confronti dell’Unione. In spot e cartelloni compare una zolletta di zucchero – che i cechi sostengono sia stata da loro inventata nel 1843 nel sud della Boemia – con lo slogan “Evrope to osladime”. Che significa sia “addolciremo l’Europa” che “diamo una medicina all’Europa”. Un doppio significato che ha incrementato l’allarme a Bruxelles e in altre capitali europee. Dove si teme che la presidenza ceca finisca per essere appannata – e magari immobilizzata – dai contrasti interni, in uno dei momenti più delicati della vita dell’Europa. Fonti diplomatiche comunitarie del resto segnalano come nel Parlamento ceco siano in atto da qualche mese tentativi di avvicinare parlamentari alle proprie posizioni. Lo fanno coloro che vogliono veder marciare l’Europa a dispetto dello scetticismo di Klaus, ma anche coloro che vorrebbero impiombarla per sempre.