Gli Eurostar bloccati da un incrocio di veti

Nino Materi

Diciotto Eurostar («molti di più» per i sindacati) «stressati» dalla neve dei giorni scorsi, tanto da essere ritirati dalla circolazione per «interventi di manutenzione straordinaria». Una situazione per la quale c’è una spiegazione ufficiale (parzialmente credibile) e c’è un’interpretazione ufficiosa (dietrologica ma molto plausibile).
Secondo Trenitalia lo stop alle motrici danneggiate dal maltempo sarebbe la conseguenza di problemi tecnici riconducibili a difetti strutturali dell’Etr 500 che le Ferrovie considera il fiore all’occhiello della sua «scuderia».
A dar retta all’altra ipotesi, invece, la nuova «grana degli Eurostar» altro non sarebbe che l’ultima spia di un rapporto ormai logoro tra gli uomini-simbolo di quella che era stata annunciata come la «palingenesi delle Fs»: da una parte il presidente di Trenitalia, Elio Catania, e dall’altra l’amministratore delegato, Roberto Testore. Due supermanager ingaggiati con la promessa di avere «ampi margini di autonomia» nella gestione del carrozzone-Fs; un’autonomia che però è stata depotenziata da vecchie procedure, veti incrociati e tagli ai finanziamenti. Una lettura - quest’ultima - smentita dai vertici aziendali che rimandano ad altri fattori i motivi che hanno portato gli Eurostar a scivolare sulla neve.
A questo punto, ovviamente, la parola passa ai tecnici che ricordano come l’Etr 500 si stato sempre alle prese - fin dalla suo esordio nei primi anni ’90 - con piccoli-grandi anomalie che in più occasioni ne hanno compromesso la piena efficienza («Per due anni, dopo il debutto, hanno causato danni: il pantografo tirava giù la linea; poi vennero i problemi alle porte e quelli alla manutenzione»). Si credeva che con gli Eurostar di ultima generazione tutto fosse risolto, l’effetto neve dei giorni scorsi ha dimostrato il contrario. E allora cerchiamo di capire nel dettaglio l’anomalia che ha messo momentaneamente fuori uso gli Eurostar, costretti adesso a fare il «tagliando» in officina: «Quando i treni viaggiano sotto la neve - è la spiegazione degli ingegneri - i motori vengono sottoposti a notevoli stress per il ghiaccio che incontrano lungo le rotaie, motivo per il quale i motori rischiano di andare in blocco. Inoltre il treno, aspirando il pulviscolo di neve, può mettere fuori uso il motoalternatore situato nella parte inferiore della motrice».
Ma da Trenitalia arrivano ampie rassicurazioni: «Gli Eurostar ritirati potrebbero rientrare in servizio già nel fine settimana. L'obiettivo è quello di completare il ciclo manutentivo a ritmo di due Eurostar al giorno, a partire da oggi o al massimo domani». Parole che non rassicurano certo i consumatori: «Ciò che è successo in questi giorni ossia treni bloccati, ritardi di ore, disservizi di ogni tipo, e per finire la cancellazione di numerosi Eurostar, dimostra non solo il livello di disorganizzazione del trasporto ferroviario italiano, ma un preoccupante stato di sfascio generalizzato delle nostre ferrovie», affermano le associazioni di Intesaconsumatori che diffidano Trenitalia a rimborsare con una somma pari ad almeno il doppio del prezzo del biglietto, quegli utenti in possesso di prenotazione che si sono visti cancellare il proprio treno. «In caso contrario - avvertono - citeremo Trenitalia in Tribunale per inadempienza contrattuale».
Ma l’amministratore delegato di Trenitalia, Roberto Testori, non ci sta e in un’intervista alla Stampa rilancia: «Nei giorni della bufera abbiamo garantito le comunicazioni tra Nord e Sud del paese con 7500 convogli che hanno viaggiato regolarmente. Altro che disastro. Certo, ci sono sempre margini di miglioramento, ma in questa situazione le Ferrovie hanno assolto al loro compito».
Le scivolate, sulla neve come sui giornali, sono sempre in agguato.