Eurostar vuoto si spezza e perde undici vagoni

Le Ferrovie: «L’usura non c’entra, un inconveniente in manovra. La sicurezza dei viaggiatori non è a rischio»

da Milano

Incredibile incidente a Milano dove un Eurostar in manovra si spezza in due, locomotore e undici carrozze da una parte, dodicesima e seconda motrice dall’altra. Nessun danno ulteriore se non agli orari in quanto le Ferrovie hanno dovuto sostituire e sopprimere alcune corse. Ma un inevitabile strascico di polemiche. «Disastro sfiorato per cattiva manutenzione, chissà cosa sarebbe accaduto a treno in viaggio» accusano i sindacati. «Rottura dovuta a un errore dei macchinisti, tecnicamente impossibile in corsa» ribatte l’azienda che minaccia querele per la diffusione di notizie false e allarmistiche.
Tutto inizia lunedì 14 luglio poco prima delle 7, quando da un deposito parte l’Eurostar 9427 Milano-Roma, diretto alla stazione Centrale. Il convoglio fa poca strada, poi salta il gancio che collega motrice e 11 carrozze agli ultimi due vagoni, dodicesima carrozza e locomotore di coda. Questi treni infatti viaggiano con macchine alle due estremità del convoglio in modo che quando entrano in una stazione di testa, non debbono spostare il locomotore: basta disattivare il primo e far entrare in funzione il secondo. Non attendono inchieste o verifiche i delegati Rsu/Rls dell’Assemblea nazionale dei ferrovieri che caricano a testa bassa: «Con tutta probabilità la causa sarebbe da attribuire ad usura o inadeguata manutenzione dei materiali del gancio». Tesi subito sposata dal senatore del Pd Luigi Vimercati, segretario della commissione lavori pubblici e trasporti di Palazzo Madama, che accusa: «La persistente crisi delle Fs si sta manifestando pericolosamente anche con un allarmante abbassamento degli standard manutentivi».
L’azienda ribadisce la tesi dell’errore: «In una manovra sbagliata, il personale di macchina, mentre interveniva da una parte del treno il sistema frenante, attivava contemporaneamente un’accelerazione contraria» e la tensione faceva saltare il famoso gancio di traino. Una versione «verbalizzata e firmata dagli stessi macchinisti» conclude Fs annunciando querele, e avallata, in tarda serata, persino da Franco Nasso della Filt Cgil.