«Eurotalpa», l’Italia pretende un’inchiesta

Gian Battista Bozzo

da Roma

Si sviluppa su due fronti la battaglia del governo contro la procedura per deficit eccessivo, preannunciata dal commissario agli Affari economici Joaquin Almunia: da una parte Roma presenterà le controdeduzioni economiche e di finanza pubblica; dall’altra si prepara a chiedere un’indagine amministrativa formale sulla fuga di notizie riguardo il documento preparato dai tecnici di Almunia, finito sulle agenzie di stampa e sui giornali italiani prima che venisse esaminato dalla Commissione. La Farnesina conferma al Giornale che la questione relativa alla riservatezza dei documenti Ue sarà sollevata ufficialmente a Bruxelles.
Non siamo certo ai livelli di Mark Felt, la «gola profonda» del Watergate uscita finalmente allo scoperto nelle scorse ore dopo oltre trent’anni di segreto: tuttavia, anche il caso del documento sui conti italiani sta avendo le prime ripercussioni avvertibili. Un gruppo di europarlamentari di Forza Italia e dell’Udc, in un documento diffuso ieri, ha lamentato «le fughe di notizie promosse da anonimi funzionari» sulle procedure di infrazione nei confronti dell’Italia. «I burocrati di Bruxelles - scrivono Tajani, Mauro, Podestà, Dionisi e Cesa - continuano a effettuare scelte unilaterali destinate ad avere come unico effetto l’allontanamento dei cittadini dalle istituzioni europee. Si tratta di un comportamento irresponsabile - proseguono gli eurodeputati, annunciando iniziative a Strasburgo - anche perché basato su valutazioni unilaterali». Replica da Roma il segretario ds Piero Fassino: «Non è l’Unione europea che legge male i conti, sono Tremonti e Siniscalco che li hanno truccati».
Fin qui la questione formale. Dal punto di vista sostanziale, cioè sui rilievi del documento - che lunedì sarà esaminato dai capi di gabinetto della Commissione, e martedì dallo stesso Esecutivo comunitario - il ministero dell’Economia ha già avviato la sua controffensiva. «Come è noto - spiega il commissario italiano Franco Frattini - tutti i governi possono presentare controdeduzioni fino all’ultimo momento, ed è quello che l’Italia sta facendo. E quando la proposta arriverà martedì in Commissione - aggiunge - dirò la mia». Il ministro dell’Economia Domenico Siniscalco ha già fatto sapere che il governo italiano si opporrà in ogni sede e in ogni modo ad argomentazioni «non condivisibili o addirittura inaccettabili». Ad esempio, i tecnici di Almunia negano che il deficit superiore al 3% sia legato al rallentamento economico. Il testo parla di semplice «bassa crescita», non di recessione.
È probabile che Siniscalco e Almunia ne discutano fra lunedì e martedì a Lussemburgo, a cavallo fra le due riunioni dell’Eurogruppo e dell’Ecofin. La portavoce del commissario spagnolo, Amelia Torres, non conferma. «Vedremo se ci sarà il tempo, Almunia dovrà lasciare l’Ecofin in anticipo per partecipare alla riunione della Commissione che deve esaminare il rapporto sui conti pubblici italiani», spiega. Ciò conferma che il caso Italia non sarà all’attenzione né dell’Eurogruppo né dell’Ecofin, come invece fonti interessate avevano lasciato intendere. Se la proposta sarà approvata dalla Commissione, la procedura contro l’Italia sarà esaminata all’Ecofin del 12 luglio, il primo sotto presidenza di turno britannica. Per la prima volta sarà messo alla prova il nuovo, e più flessibile, Patto di stabilità.