Eurotech rinuncia all’Opa su Radstone

La società friuliana abbandona la preda inglese, che finirà nelle mani di Ge. In vista un profitto finanziario di 15 milioni

da Milano

Eurotech getta la spugna. La società friulana specializzata in minicomputer da polso e quotata in Borsa di Milano, ha rinunciato definitivamente all'offerta pubblica d’acquisto su Radstone Technology, gruppo britannico i cui azionisti che vi avevano aderito sono stati sciolti da ogni vincolo. Su Radstone ha dunque prevalso la controfferta lanciata dal gruppo General Electric, che ha ora la strada spianata.
L’annuncio della rinuncia lo ha dato ieri la stessa società friuliana, precisando di avere al momento in portafoglio (al netto delle azioni consegnate in Opa, che verranno restituite) il 15,9% della Radstone. «Valuteremo nei prossimi giorni se aderire all'Opa della General Electric - ha detto un portavoce della società - per la quale c'è tempo fino a fine mese». Da un punto di vista finanziario l’operazione sembra un successo: Ai prezzi attuali Eurotech potrebbe infatti ricavarne una plusvalenza di 3,7 milioni, che porterebbe a quota 110 milioni di euro la liquidità a disposizione per nuove acquisizioni. Eurotech ha confermato in proposito la sua intenzione di acquistare entro l' anno un' altra società specializzata in nanotecnologie negli Stati Uniti o in Estremo Oriente. Le azioni Eurotech hanno chiuso ieri invariate a 9,29 euro.
Il cda aveva deliberato il 30 agosto scorso il lancio dell’Opa su Radstone, quotata a Londra, per un controvalore in euro di 160 milioni, a 0,36 sterline per azione. L’Opa era stata considerata ostile da Radstone, favorevole, invece, alla contro offerta lanciata dall’inglese Ge Fanuc Embedded system a 0,41 sterline per azione.
Ieri, secondo una nota del gruppo Eurotech, la società aveva ricevuto adesioni all' offerta per 6.396.993 azioni Radstone, pari al 21,1% del' intero capitale sociale. «L' offerta è terminata - aggiunge la nota - e gli azionisti che vi avevano aderito cessano di essere vincolati da tale adesione».