Eurovolley Italia-Serbia vale la finale

Marcello Castaldi

da Roma

Gian Paolo Montali è terribilmente contrariato: proprio contro la Russia di quel simpaticone di Zoran Gajic, che si è ritrovato davanti agli occhi la sua miglior squadra di tutta la settimana, non si aspettava un’Italia così diversa rispetto alle prime uscite. Poco male, se il tabellone non riservasse il danno oltre la beffa: la Serbia. La gara che tutti volevano gustarsi domani sera, in finale, è arrivata con 24 ore di anticipo e Montali sicuramente non è contento della sorpresa. Come tutti, avverte il peso di una gara molto delicata, terribilmente difficile sotto tutti i punti di vista, con l'aggiunta di un Palalottomatica che si è confermato pieno di passione e pubblico: «Giocare in casa è bello, ma vuol anche dire essere sotto pressione».
La considerazione, tanto attenta quanto veritiera, rende merito alla schiettezza del nostro ct e nel contempo chiarisce gli umori di uno spogliatoio e di un gruppo che stasera (diretta Rai2, ore 21) si gioca tutto: «La Serbia è una squadra che sta molto bene fisicamente e ci potrebbero mettere in difficoltà nella distribuzione e nella complessità del gioco. Noi conosciamo loro, ma anche la Serbia sa perfettamente i nostri meccanismi. Dovremo fare una grande partita, facendo molta attenzione in ogni fondamentale. Non ci dovremo far condizionare dal contesto». Ancora il contesto, ancora quella Roma che adesso mette pressione, con la sua incredibile passione, con l'urlo dei 15.000: «Roma ha risposto ancora una volta - racconta Montali - ed è bello che la gente tiri fuori striscioni e tifo. Anche il pubblico si è accorto che la nostra squadra non molla mai, lotta su ogni pallone: forse questa è la cosa che piace di più. In quanto alla Russia, è stata brava in difesa e a muro e Poltavski è risultato decisivo in fase di attacco». I suoi 25 palloni buttati oltre la rete, a tratti con potenza devastante, hanno lasciato il segno.
Ma non basta a scalfire l'orgoglio di Valerio Vermiglio: «La sconfitta contro la Russia ci servirà per vincere contro la Serbia - dice il messinese - squadra molto dura e spigolosa. Per batterla, dovremo esser bravi a gestire le situazioni e sbagliare meno».
Chiude l'onesta analisi di Fei: «Dovremo dare il massimo - sottolinea - da opposto non mi sono mai trovato in una situazione del genere, con una grande squadra di fronte. Devo ancora migliorare e imparare a gestire i colpi in alcuni frangenti. Con la Serbia possiamo vincere, perché siamo una squadra forte».