Eusebia & C.

La storia di Eusebia, badessa del monastero di San Quirico a Marsiglia, e delle sue 39 monache comincia con un sarcofago di origine romana. Stando a un’iscrizione laudativa, fu lì dentro che Eusebia venne sepolta. Pare che questo sarcofago recasse in bassorilievo il busto di un giovanetto romano. Col tempo, al volto di questo busto venne a mancare il naso, non si sa se per incuria o danneggiamento doloso. Passò dell’altro tempo e si finì col credere che quel volto raffigurasse proprio Eusebia. Perché gli mancava il naso? Perché Eusebia se l’era tagliato appositamente. Infatti, il suo monastero stava per essere invaso dai pirati saraceni, i quali erano usi stuprare le monache cristiane. Fu appunto per evitare l’oltraggio che la badessa e le sue 39 monache si mutilarono preventivamente, sfigurandosi in modo da rendersi repellenti. Se il gesto evitò la violenza carnale, non servì però a salvare la donne dalla morte. I saraceni, infatti, infuriati per non aver potuto dare sfogo alle proprie voglie, passarono tutte le monache a fil di spada, la badessa per prima. Quanto ci sia di vero in questa storia non si sa. Comunque, le reliquie di dette 40 martiri davvero si trovavano nella cripta del loro monastero, almeno fino al 1446, anno in cui l’abate del monastero di San Vittore a Marsiglia poté procedere alla loro catalogazione. Nel 1732 il vescovo di Marsiglia concesse alle martiri un «ufficio» liturgico. Il loro monastero pare sorgesse nella vicina Montredon, alla foce del fiume Huveaune. Qui nel 1857 venne intitolata loro una chiesa.