Eutanasia, Giovanardi accusa l’Olanda L’Aia convoca l’ambasciatore italiano

Incidente diplomatico dopo i riferimenti del ministro alle «leggi naziste». Il premier Balkenende vuole chiarimenti da Berlusconi: «Parole inaccettabili»

Marianna Bartoccelli

da Roma

Nuovo incidente diplomatico, stavolta con una regione europea, causato dalle affermazioni di un ministro italiano. Quanto ha affermato il ministro Giovanardi sull’eutanasia in Olanda, durante un programma radiofonico, dove ha paragonato le leggi sull’eutanasia di quel Paese a quelle naziste, ha provocato un’immediata reazione del governo olandese che ieri ha convocato l’ambasciatore italiano per elevare formale protesta. Nel colloquio con il ministro degli Esteri olandese Ben Bot l'ambasciatore italiano all’Aja, Mario Brando Pensa, ha spiegato come le opinioni di Giovanardi si richiamassero in realtà a valutazioni analoghe espresse da autorevoli esponenti di ambienti medici, religiosi e associativi nella stessa Olanda. L'ambasciatore italiano ha anche precisato che le parole del ministro non rappresentano la politica dell'intero governo. Ed ha riportato con esattezza le affermazioni fatte da Giovanardi: «Le leggi naziste e le idee di Adolf Hitler stanno rinascendo in Europa nei Paesi Bassi, attraverso l’eutanasia e il dibattito su come uccidere i bambini affetti da malformazioni».
Il primo ministro Jan Balkenende non è rimasto soddisfatto dei chiarimenti dell’ambasciatore e ha annunciato di voler affrontare l'argomento con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al summit europeo della settimana prossima. «È un comportamento scandaloso e inaccettabile... non ci si comporta così fra noi in Europa» ha commentato. Immediata la reazione di Daniele Capezzone, segretario dei Radicali Italiani che era presente al programma radiofonico e subito aveva reagito alle affermazioni del ministro: «Come era purtroppo prevedibile, l'imperdonabile offesa di Giovanardi al governo e al popolo olandese ha determinato una crisi diplomatica con un Paese amico, libero e democratico. Avevo messo in guardia Giovanardi e il governo: ora, occorrono le scuse ufficiali del governo e le dimissioni di Giovanardi. L'Italia non aveva bisogno di un nuovo caso Calderoli, ma chi ha combinato questo guaio deve risponderne» ribadisce Capezzone. Alle accuse ricevute reagisce lo stesso ministro: «Ho il diritto di dire alto e forte che non sono assolutamente d'accordo. Non condivido quella legislazione - ha aggiunto Giovanardi - sono gli olandesi a doverla spiegare all'Europa».
Il ministro ha riferito quindi di aver elencato ai responsabili della Farnesina, che le hanno ribadite agli olandesi, le opinioni critiche espresse da autorità mediche e religiose della stessa Olanda. «Non ho fatto altro che dire - ha sottolineato Giovanardi - di essere d'accordo con loro». «Ho citato - spiega il ministro - autorevoli opinioni di medici olandesi che teorizzano l'uccisione di bambini fino a 12 anni se affetti da patologie che li costringerebbero a vivere una vita non degna. Un articolo, uscito all'inizio della settimana sul Foglio, parlava appunto di queste teorie sull'eutanasia infantile che sta creando allarme anche in Olanda». Giovanardi, quindi, spiega di aver «condiviso questo grido di allarme e questa preoccupazione perché - sottolinea - per me è disumano pensare di sopprimere vite perché malate».
«In un'Europa così - conclude il ministro centrista - ho difficoltà a riconoscermi perché si stravolge il messaggio cristiano di dignità e di diritto alla vita per tutti». Il ministro si rifiuta quindi di porgere le scuse al governo olandese e ne ha spiegato le ragioni in un incontro con il ministro Fini e con il sottosegretario Gianni Letta: «Il Governo italiano è contrario all'eutanasia - ha spiegato mentre il protocollo di Gröningen estende questa pratica a dismisura per togliere vite indegne di essere vissute». E rispetto alle affermazioni sul nazismo spiega che sono proprio alcune associazioni di medici olandesi a farle: «Dicono che l'Olanda è peggio del nazismo, perché si vogliono fare certe pratiche alla luce del sole, addirittura per legge».