Eutanasia, Prodi si punge con la Rosa nel pugno

Radicali e socialisti presentano un ddl sulla «morte assistita» scatenando la protesta degli alleati. Mastella: «Nessuna intesa»

da Milano

Un’altra tegola in testa al leader del centrosinistra Romano Prodi. Dopo i Pacs e l’aborto, questa volta il tema è l’eutanasia. Un cespuglio dell’Ulivo apre alla «dolce morte» e subito scoppia l’ennesima bufera tra l’anima laica della coalizione e quella cattolica.
I parlamentari della Rosa nel Pugno hanno infatti presentato contemporaneamente alla Camera e al Senato un disegno di legge che disciplina il «suicidio assistito». Il testo messo a punto da radicali e socialisti, composto da 11 articoli, depenalizza l’eutanasia in tutte le sue forme. Sia quella attiva che quella passiva. Nella prima il medico, accogliendo la richiesta di un ammalato terminale per il quale non vi siano più speranze di guarigione o miglioramento, somministra un farmaco ad azione letale dopo avergliene fatto sottoscrivere la richiesta. La seconda forma, invece, consiste nel sospendere una terapia abituale che serve a prolungare la vita e quindi le sofferenze del paziente. Non solo: il provvedimento depositato prevede che lo stop al sostenimento vitale di un paziente possa riguardare anche i minori, previa decisione dei genitori o tutori dei piccoli. All’articolo 1 si stabilisce chi può ricorrere all’eutanasia: «Oltre ai malati terminali anche chi in forma irreversibile e con prognosi infausta si trovi a vivere in condizioni di grave invalidità che incidono in modo rilevante sulla qualità dell’esistenza». E non è tutto: si chiede anche di istituire un testamento biologico. In pratica una persona può chiedere di essere sottoposto all’eutanasia se una malattia ne provocherà la perdita delle facoltà psichiche e intellettive. Roberto Biscardini dello Sdi assicura: «Questo è un tema essenziale, che deve entrare nell’agenda del prossimo Parlamento»; passa qualche ora e il prevedibile nient dell’Udeur arriva puntuale. «Con noi nella coalizione non ci potrà essere alcuna mediazione sui Pacs o sull’eutanasia perché su questo tema siamo intransigenti». Il partito di Clemente Mastella batte i pugni sul tavolo e ammonisce il leader dell’Unione: «Eravamo buoni profeti quando, inascoltati, avvertivamo Prodi sui rischi dirompenti di un’eventuale alleanza coi radicali. E puntuale arriva oggi la conferma dei nostri timori. Come risponderà Prodi non lo sappiamo anche se ci auguriamo che dica alto e forte che questi temi non sono e non saranno mai parte del suo programma di governo. Non esiste possibilità di alcuna mediazione».
Il Professore assiste a un’altra spaccatura dell’Unione mentre l’ex ministro ulivista della Salute, Umberto Veronesi, fa sapere: «L’eutanasia? Non la farei perché è proibita dalla legge ma se fosse consentita non avrei difficoltà ad aiutare a morire una persona in condizioni disperate».