Eutelsat, dai satelliti tv ad alta definizione nelle nostre case

Diego Luigi Marin

Da un lato l’onda montante delle nuove tecnologie, con la tv ad alta definizione pronta a schiudere ampi spazi di mercato, dall’altro lo sviluppo dei servizi dati e video a valore aggiunto, e delle connessioni a banda larga, pure in aree geografiche lontane dall’Europa. Si riassume così il programma strategico di Eutelsat Communications, terzo operatore satellitare nel mondo, capace anche lo scorso anno di un ruolino invidiabile: il primo semestre chiusosi a dicembre (l’esercizio 2005-2006 termina il 30 giugno) evidenzia un fatturato in crescita del 6,4% a 395 milioni e un carnet degli ordini salito a 40 miliardi, equivalente a oltre 5 anni di vendite.
«Sono risultati - commenta Giuliano Berretta, presidente del gruppo transalpino - che dimostrano la nostra capacità in termini di performance finanziaria e operativa. Il margine Ebitda superiore al 78% è il più elevato di tutta l’industria dei servizi satellitari fissi. E le prospettive di crescita sono rafforzate dai contratti che abbiamo firmato nei servizi video e a valore aggiunto, che incrementano il portafoglio degli ordini di quasi il 30%». A questo ritmo, Eutelsat può fissare al 4,5% la crescita annuale media del fatturato per i tre prossimi esercizi, accompagnata dal sistematico rinfoltire di una flotta che già conta 23 satelliti, posti tra i 15° Ovest e i 70,5° Est, che coprono l’intero continente europeo, il Medio Oriente, l’Africa e l’India, oltre che una buona fetta dell’Asia e dell’America. È dell’11 marzo il lancio dell’Hot Bird 7A, forte di 38 transponder in banda Ku che trasmetteranno i nuovi canali ad alta definizione, 4,1 tonnellate di peso e pannelli fotovoltaici per una potenza di 10mila W, pronto a sostituire il primo esemplare della famiglia lanciato nel ’95; poi, a metà 2006, sarà la volta del satellite Hot Bird 8, destinato a rinforzare il segnale nell’area, allargandone pure i contorni. Per entrambi, la posizione orbitale ammiraglia di Eutelsat dei 13° Est, scelta per il broadcasting radiotelevisivo verso le abitazioni dotate di impianti di ricezione via cavo o satellite: attualmente, 850 canali tv e 550 radiofonici che raggiungono 110 milioni di case in Europa, Medio Oriente e Nord Africa. Nel complesso, i satelliti della flotta trasmettono ben 2.700 canali, due terzi dei quali tv, oltre a supportare un’ampia gamma di servizi fissi e mobili per le telecomunicazioni. Dalla copertura delle reti video professionali e a supporto degli studi televisivi, alla trasmissione dati per le reti aziendali, dalle applicazioni in banda larga per la connettività a Internet, ai servizi per le comunicazioni terrestri e per quelle mobili, stradali, marittime e aeree. Quanto al piano degli investimenti industriali di Eutelsat si tratta di quasi un miliardo tra il 2006 e il 2009. «Continueremo a investire - sottolinea Berretta - per mantenere la flotta al livello più elevato e disporre sempre dei migliori satelliti per raggiungere i mercati che offrono il migliore potenziale». Paesi emergenti in prima linea, stando ai contratti di affitto già sottoscritti da Serbia Broadband per la trasmissione di un bouquet di 25 canali e da Poverkhnost Satellite Communications per il primo gruppo ucraino di tv a pagamento, nonché da Snrt, la società di telediffusione marocchina per le proprie nuove trasmissioni in digitale. A questo s’aggiunge la domanda di capacità satellitare da parte dei fornitori di servizi di Orascom, Al Harbi e Omantel, rispettivamente in Algeria, Arabia Saudita e Oman. E poi, ancora, le pay-tv Multichoice Hellas e Sky Italia, quest’ultima con la richiesta di altri 10 ripetitori.
«Dai dati di bilancio - osserva Arduino Patacchini, direttore del dipartimento multimedia di Eutelsat - emerge che le applicazioni video si aggiudicano complessivamente i due terzi del fatturato. Poi, un buon 20% è appannaggio dei servizi dati e a valore aggiunto (è loro la crescita più sostenuta, pari a un +26%), mentre il cosiddetto multi-utilizzo, cioè eventi occasionali e disaster recovery, conta per circa l’8%; il resto va ascritto ad attività a corollario». Nei servizi integrati il satellite ha la sua nuova frontiera, costituita dalla telefonia e da internet su navi, treni (anche associato al wi-fi) e jet. Con la distribuzione di contenuti, programmi e video a richiesta anche sugli schermi più piccoli di palmari e telefonini.