Eutelsat, nuovi lanci con un occhio al digitale terrestre

Il presidente Berretta: «I dati del 2005/2006 oltre gli obiettivi di crescita». I piani per lo sviluppo della tv su telefonini e portatili

Diego Luigi Marin

Dieci anni fa l’avvio del primo Hot Bird, che alimentava il lancio del pionieristico mercato dei servizi satellitari e del broadcasting radiotelevisivo; oggi, con una flotta di 24 satelliti e una copertura progressivamente estesa dall’Europa all’Africa, dalla Russia all’Oceano Indiano e all’America, Eutelsat Communications punta a rimpinguare un portafoglio che spazia dalle applicazioni video ai servizi dati e a valore aggiunto, e un business destinato a intrecciare alta definizione, tv mobile, protocollo Ip e mercati emergenti. I numeri di bilancio mostrano una società in salute, capace di chiudere l’esercizio fiscale (al 30 giugno 2006) con un incremento del fatturato pari al 5,4% sull’annata precedente, segnando 791,1 milioni e un Ebitda prossimo al 78%. Dice Giuliano Berretta, presidente di Eutelsat: «I risultati del 2005/2006 hanno superato gli obiettivi di crescita, mantenendo la redditività ai massimi livelli. Inoltre, il carnet degli ordini è aumentato del 29%, raggiungendo i 4 miliardi di euro, oltre 5 volte il giro d’affari annuo», la fetta più ampia del quale è appannaggio delle applicazioni video (528,6 milioni), seguito dai servizi dati e a valore aggiunto, ove la nuova frontiera è costituita da applicazioni che integrano le reti satellitari a quelle fisse e mobili terrestri. L’incremento più forte ha riguardato il cosiddetto multi-utilizzo (più 14,5%), in cui ricadono gli impieghi per eventi occasionali e per ripristinare la ricetrasmissioni dopo interruzioni o guasti.
Il 2006 segna, in particolare, un sostanziale rafforzamento della capacità trasmissiva di Eutelsat, dopo i lanci in aprile e agosto degli Hot Bird 7A e Hot Bird 8; quest’ultimo, il più potente satellite geostazionario europeo per il broadcasting televisivo, entrerà in servizio a ottobre garantendo il backup intersatellitare e prendendo in carico, nella posizione orbitale ammiraglia dei 13° Est, tutto il traffico finora trasmesso dai 20 transponder dell'Hot Bird 3, che Eutelsat può ricollocare. Il nuovo satellite ne ospita 64, con un cospicuo aumento di capacità per l’omonima flotta, che assicura la trasmissione di 950 canali digitali via cavo e satellite a oltre 110 milioni di case in Europa, Nord Africa e Medio Oriente. Ed è recente l’annuncio che la società si accinge a irrobustire anche la banda trasmissiva nella posizione dei 10° Est, con l’esordio di EuroBird 10. Un rafforzamento che può spianare la strada allo sviluppo del digitale terrestre, superando il problema delle frequenze, grazie al supporto a un numero assai elevato di canali locali e regionali in formato standard e in alta definizione (Hdtv). «Inoltre - spiega Berretta - il nuovo servizio consentirà di sperimentare l’Hdtv in modalità Mpeg-4 (standard della tv digitale) e Dvb-S2 (trasmissioni video-sat di seconda generazione) e di fornire un forte impulso ai collegamenti bidirezionali a banda larga su protocollo Ip», quello tipico del web. Così, se da un lato Eutelsat contribuisce a spegnere definitivamente la tv analogica, dall’altro spinge sulla nuova generazione di servizi video e di tlc: con il lancio di un nuovo satellite, siglato W2A, si prepara a offrire la diffusione ubiqua di multimedia mobile, a cominciare dalla tv su portatili e telefonini, stimolando la creazione di un’infrastruttura capace di coprire l’intera Europa grazie al combinarsi di reti satellitari e terrestri. L’entrata in servizio è prevista nel 2009, a conclusione di un triennio nel quale la società ha in programma di investire 260 milioni ogni anno per rinnovare la flotta, portando il numero di transponder dagli attuali 477 a 572.