Evade dai domiciliari e ferisce un’agente

Si azzuffa con il ladruncolo che le stava rubando l’autoradio per poi scoprire che era un pregiudicato, agli arresti domiciliari e per di più sieropositivo. Ora per la poliziotta che l’ha affrontato inizia la prova più dura: attendere gli esami per avere la certezza di non essere stata contagiata dal virus Hiv. L’uomo non ha perso sangue nella colluttazione, ma in questi casi la prudenza non è mai troppa.
Sono le 15 dell’altro pomeriggio in via Rembrandt, Graziella M., 27 anni, in servizio alla polizia stradale, si affaccia dalla finestra di casa sua e vede una persona dentro la sua Lancia Y10. La ragazza scende, si qualifica e affronta disarmata il ladruncolo. Che reagisce con furore. Scende e la colpisce le forbici con cui stava tagliando i cavi elettrici al braccio destro, ma per fortuna è solo un graffio. La coraggiosa poliziotta cerca di bloccare il ladro. Che la colpisce alla testa con i pugni, poi si divincola e scappa, lasciandole in mano parte della maglietta. L’agente chiama la centrale e sul posto arrivano un paio di equipaggi dei carabinieri.
I militari raccolgono la descrizione della giovane quindi si mettono a caccia e dopo poche centinaia di metri notano un ragazzo che sta buttando quel che resta della maglietta in un cestino di rifiuti. In mano ha ancora l’autoradio e le forbici. Si tratta di Andrea Martini, un tossicodipendente di 30 anni, con alle spalle un sfilza di precedenti lunga un chilometro: spaccio, furti, qualche rapina. Dovrebbe stare in galera ma è anche sieropositivo e per questo il magistrato l’aveva messo agli arresti domiciliari.
La poliziotta viene portata al Sacco. Le ferite non sono gravi. Più preoccupante sono le condizioni di salute dell’avversario scelto per la colluttazione. Per questo verrà sottoposta a periodici controlli per fugare ogni timore di contagio.