Evade dall'ambulanza nel trasferimento

Un albanese di 34 anni, condannato per duplice omicidio, era a bordo dell'ambulanza. Lo stavano trasferendo da Livorno a Caserta. E' fuggito durante la sosta in autostrada, vicino Reggello. Era già evaso a Perugia

Firenze - È l'albanese Ilir Paja, già fuggito nel giugno dell'anno scorso dal carcere di Perugia e poi arrestato a Milano dalla polizia, lo straniero evaso stamane mentre veniva trasferito dal carcere di Livorno a uno in provincia di Caserta.

La fuga durante il trasferimento Albanese, 34 anni, in carcere per un duplice omicidio, è evaso durante un trasferimento in ambulanza, durante una sosta in un’area di servizio sull’autostrada A1 in zona Reggello. L’uomo, detenuto nel carcere livornese delle Sughere, doveva raggiungere un isitito penitenziario della provincia di Caserta. L’uomo ha quanto si apprende avrebbe problemi di salute. Pare che l’uomo sia riuscito a eludere la sorveglianza aggredendo uno degli agenti della scorta. L’evaso è fuggito in manette e la fuga è avvenuta intorno alle 10,30. Le ricerche sono condotte da carabinieri e polizia con l’ausilio delle unità cinofile. Controlli e indagini sono stati subito avviati anche nel capoluogo umbro. Sempre in base a quanto si è appreso, a Milano l’uomo sarebbe accusato di omicidio e tentato omicidio, ma anche del rapimento e dello stupro di una ragazza romena di 20 anni.

Evaso da Perugia nell'ora d'aria Alle evasioni Ilir Paja è abituato. Era riuscito già ad eludere la sorveglianza del carcere di Perugia durante l’ora d’aria, scavalcando uno dei muri del cortile utilizzando una corda artigianale: era in attesa di essere estradato in Germania dove è accusato di avere ucciso a Duisburg un suo connazionale con numerosi colpi di pistola. Lo straniero venne bloccato nel gennaio del 2006 dalla squadra mobile perugina al termine di un movimentato inseguimento durante il quale lo straniero si procurò anche la frattura di un braccio. Rinchiuso nel carcere di Perugia era evaso l’11 giugno del 2006 scavalcando un muro di otto metri con una corda artigianale realizzata con i lenzuoli della sua cella all’estremità della quale aveva collocato una sorta di gancio rudimentale lanciato su un lampione. Aveva quindi superato anche le altre recinzioni del carcere, riuscendo a far perdere le sue tracce. Il 4 settembre dell’anno scorso, Paja venne di nuovo catturato a Buscate, nell’hinterland di Milano, nel corso di un’operazione condotta dalla squadra mobile di Perugia, che indagava sull’evasione, e da quella del capoluogo lombardo.