Evade le tasse per non finanziare gli aborti. Il fisco gli sequestra l’auto

Scalfaro non gli rispose mai, Ciampi nemmeno, e non gli ha risposto neanche Napolitano. Ma alla fine lo Stato si è fatto sentire. L'agenzia delle Entrate ha sequestrato l'auto di Andrea Mazzi, ingegnere idraulico di Modena. Colpevole, da 15 anni, di non pagare le tasse. Solo una minima parte, a dire il vero: «Il corrispettivo, in proporzione, della spesa sostenuta dallo Stato per finanziare gli aborti». Ovvero, conti alla mano, 25 euro all’anno. L’ingegner Mazzi, insomma, non è un evasore come gli altri, «ma un obiettore fiscale». Infatti non ha mai fatto nulla per nascondersi. Anzi, come ha raccontato a Stefano Lorenzetto sul Giornale del 20 gennaio 2008, ha sempre fatto il possibile per rendere pubblica la sua scelta, inviando ogni anno una copia del suo modello fiscale «decurtato» al Quirinale, all’agenzia delle Entrate e al presidente della sua Regione. Il testo? Sempre lo stesso: «Io sottoscritto Andrea Mazzi... premesso che credo fermamente nella dignità inviolabile della persona umana in cui è riflesso il mistero di Dio; che conseguentemente sono contrario alla violenza contro la vita umana che viene perpetrata nell'uccisione dei feti e degli embrioni; che quindi, per coerenza, non posso dare a chicchessia soldi che andranno per la soppressione della vita nascente; dichiaro come atto di disobbedienza civile di portare la cifra in detrazione dalla dichiarazione dei redditi Irpef, per evitare che con le mie tasse sia finanziata l’uccisione della vita nascente». Nessuno gli aveva mai risposto, fino a oggi. Quando l’agenzia delle Entrate gli ha comunicato il fermo amministrativo dell’auto «per aver sottratto al Fisco 25 euro l’anno nel ’94, nel ’96 e nel ’99, in tutto 200 euro comprese mora e sovrattassa».