Evaristo, papa

Si tratta - secondo s. Ireneo di Lione e lo storico Eusebio di Cesarea - del quarto successore di s. Pietro, salito al trono (chiamiamolo così, ma a quel tempo i papi non avevano troni; al massimo una sedia) dopo s. Clemente e durante l’impero di Traiano. Però qualcuno fa notare che nell’elenco dei papi precedenti c’è un Anacleto che potrebbe coincidere con Cleto o essere persona diversa. In quest'ultimo caso, Evaristo non sarebbe il quinto papa ma il sesto e sarebbe succeduto ad Anacleto, non a Clemente. Pare che Evaristo fosse figlio di un ebreo di Betlemme, di nome Giuda, emigrato in Grecia. Oppure a Betlemme era nato proprio lui, chissà; non si sa con certezza. Si dice anche che, da papa, abbia diviso la città di Roma in distretti ecclesiastici (qualcosa di simile alle parrocchie) che sarebbero stati affidati ciascuno a un sacerdote. Tali distretti, se la notizia è sicura, erano venticinque, corrispondenti ad altrettante chiese (o titoli, come si dice oggi). Più sicura sembra essere l’informazione seguente: papa Evaristo nominò sette diaconi con i quali dividere gli affari pastorali dell’Urbe. Questi sette diaconi dovevano assistere il vescovo di Roma nella sua predicazione e rendere testimonianza della sua ortodossia qualora ciò si fosse rivelato necessario. La scarsità di notizie su questo papa, comunque, è dovuta alla sua antichità. Morì forse attorno all’anno 109 e (sempre forse) martire. Non è certo se sia stato seppellito sul colle Vaticano vicino alla tomba di s. Pietro. Ora permettetemi di segnalarvi Colombano. Un Santo per l’Europa, di Paolo Gulisano (Ancora).