Evasione fiscale da 270 miliardi di euro l'anno: è il 19,2% del pil

Eclatante dato diffuso dall'ufficio studi dell'agenzia delle Entrate, calcolati sui dati Iva del 2004. Gli onesti pagano il 10% in più

Roma - L’evasione fiscale in Italia ha superato i 270 miliardi di euro, in pratica il 19,2% del pil. A misurare l’entità della ricchezza che non viene nascosta al fisco è stato l’Ufficio Studi dell’Agenzia delle Entrate che è risalito all’ammontare evaso elaborando i dati Iva del 2004: rispetto agli 818.403 milioni di euro di base imponibile effettiva vengono pagate imposte solo su 548.301 milioni. All’appello mancano 270.101 milioni di euro.

Iva non pagata Per ogni 100 euro di Iva versata, ci sono 55 euro evasi della stessa imposta. È quanto emerge con riferimento al 2004. L’indagine, che è la più aggiornata sull’argomento, mette in risalto che il "picco" di imposta evasa in rapporto a quella versata c’è stata nel lontano 1982, quando a fronte di 13.260 milioni di Iva corrisposta ce ne sono stati 7.993 di Iva non pagata; in pratica 60,27 euro evasi per ogni 100 euro versati.

Chi paga per tutti Sono i contribuenti onesti "a pagare" per l’evasione fiscale. Il peso del fisco spalmato su una platea ridotta di cittadini sale infatti oltre il 50%. Così nel 2004, a fronte di un prelievo "apparente" pari al 41,42% del Pil, gli italiani che hanno versato le tasse hanno invece contributo con l’erario per il 50,74% dei redditi prodotti. È quanto risulta dalle analisi compiute dall’Ufficio Studi dell’Agenzia delle Entrate per verificare l’impatto dell’evasione fiscale. Negli anni precedenti la pressione fiscale reale aveva anche toccato il 52,8% e in media la differenza tra il peso del fisco "effettivo" (o "reale") e quello "apparente" è di circa 9-10 punti percentuali: quest’ultimo è l’indicatore più importante, solo quando il peso fiscale "apparente" e peso "effettivo" concideranno gli evasori saranno scomparsi.

Crescita dal 1980 La ricchezza prodotta nascosta al fisco è passata dai 44 miliardi di euro del 1980 ai 270,1 miliardi del 2004. A calcolare la serie storica dell’evasione fiscale è l’ufficio studi dell’agenzia delle Entrate. La progressione di crescita dell’evasione è forte: in 24 anni l’ammontare si è più che sestuplicato. Dai 43,9 miliardi di euro equivalenti del 1980 (quando i valori fiscali erano ancora calcolati in lire) il valore si è raddoppiato in cinque anni passando ai 97,9 miliardi di euro equivalenti del 1985. Si è poi saliti a 161,8 miliardi di euro del 1990, ai 183,1 miliardi del 1995 e ai 208,3 miliardi del 2000. Tra il 2000 a il 2004 la crescita dell’evasione è stata di qualche decimale inferiore al 30%.