Evasione fiscale, un negozio su due è irregolare

Blitz delle Fiamme gialle ieri contro l’evasione fiscale e il lavoro sommerso. Quaranta pattuglie del comando provinciale della Guardia di finanza hanno battuto a tappeto la capitale, controllando oltre 570 esercizi commerciali, 270 dei quali sono risultati irregolari. Il 15,5 per cento delle irregolarità è stato registrato in bar e caffè, l’11,8 in ristoranti e pizzerie, il 10,4 tra gli ambulanti di frutta e verdura, il 10,4 anche tra i fiorai, l’8,7 tra gli ambulanti di alimentari e bevande, il 7,9 nei negozi di abbigliamento e nelle pasticcerie, mentre il 35,3 per cento delle rimanenti violazioni sono state compiute dalle rimanenti categorie economiche come cartolerie, lavanderie, call center, casalinghi, tabacchi, alberghi e articoli da regalo. Lo scorso febbraio era stata effettuata già un’altra operazione che aveva riscontrato irregolarità intorno al 41,3 per cento degli esercizi controllati.
«Questa operazione - ha detto il capitano provinciale della Guardia di finanza Vincenzo Di Pietro - è stata organizzata e condotta nell’ottica di non limitare l’azione di controllo al solo aspetto fiscale, ma si è estesa sul versante del lavoro nero che ha dato esiti significativi». Infatti è emerso che su 200 esercizi controllati, circa il 42,5 per cento sfruttava mano d’opera irregolarmente assunta, per un totale di 85 dipendenti. Di questi 15 erano regolarmente assunti ma risultavano impiegati a tempo pieno e non parziale, con la conseguenza che i relativi contributi previdenziali e assistenziali venivano liquidati e versati solo in parte dal datore di lavoro. Settanta invece sono risultati completamente in nero, i loro nomi non comparivano né nei libri matricole né nei libri paga. Inoltre in 15 casi di lavoro in nero, i militari si sono trovati di fronte anche a immigrati clandestini per i quali sono state avviate le procedure di rimpatrio, deferendo all’autorità giudiziaria i titolari dei relativi esercizi commerciali. Gli esercizi più propensi alla violazione sono quelli che entrano direttamente in contatto con il pubblico.
La Guardia di finanza ha conseguito significativi risultati nel settore dell’evasione fiscale con ampie operazioni su tutto il territorio nazionale, finalizzate soprattutto all’individuazione e repressione del lavoro sommerso. Tra le attività più floride gestite dai clandestini c’è quella della duplicazione di cd e dvd, fenomeno questo monitorato dalla Guardia di finanza.