Evasione fiscale per oltre 36 milioni: due in manette

Due amministratori sono stati arrestati dal comando provinciale della Guardia di finanza di Roma, che ha scoperto una evasione fiscale per 36 milioni di euro nel settore del commercio di abbigliamento. Le indagini hanno fatto emergere un’ingente frode all’imposizione diretta e indiretta.
I finanzieri hanno scoperto un gruppo di otto società, ufficialmente amministrate da soggetti rivelatisi delle «teste di legno», tra cui spicca un invalido totale. In realtà le società erano dirette da due «amministratori di fatto» che a partire dal 2000 hanno gestito in maniera fraudolenta più di venti negozi di abbigliamento, con punti vendita anche in noti centri commerciali del Lazio.
I due effettuavano copiosi acquisti di merce «in nero», annotavano fatture passive per operazioni inesistenti (per un importo complessivo di 7.400.000 euro), il cui utilizzo ha generato il sistematico abbattimento dei redditi e la creazione di fittizi crediti Iva, impiegati anche per l’indebita compensazione dei tributi dovuti. I ricavi dei diversi punti vendita venivano convogliati su 31 conti correnti bancari «occulti»e su 47 conti-depositi intestati a terzi compiacenti. Il sistema di frode scoperto si basava sul fatto che in previsione della chiusura di una società, portata nel frattempo al fallimento, veniva avviata un’operazione di ripulitura dei magazzini e delle relative scorte, effettuando copiose vendite nei confronti delle altre consorelle del «gruppo» alle quali veniva trasferita la titolarità delle merci. Così la frode si sarebbe potuta perpetrare nel tempo con un nuovo soggetto economico. Al termine dell’indagine gli amministratori di fatto e gli amministratori di diritto delle diverse società sono stati segnalati all’autorità giudiziaria competente, assieme ad altri personaggi identificati come emittenti delle fatture di comodo.