Evasione milionaria a Portofino

(...) in tanti -, ma ogni anno è la stessa storia: basta un episodio per gettare ombre sul paese intero e sui commercianti in particolare».
Portofino in passato ha fatto scandalo per altre faccende: quella del turista costretto a pagare tre euro un bicchiere d’acqua minerale, tanto per fare un esempio. O quella del visitatore inglese cui era stato chiesto di sborsare 40 euro per un tragitto in taxi di poche centinaia di metri.
Questa volta a far clamore sono tremila ricevute fiscali non rilasciate dal ristoratore presunto autore della maxi-evasione fiscale, la cui identità viene tenuta riservata dalle Fiamme Gialle.
«Gli importi quantificati relativi al giro di affari dell’imprenditore e alle mancate dichiarazioni - spiegano al comando provinciale della GdF di Genova - erano prevalentemente riconducibili a somministrazione di alimenti e bevande per le quali il ristoratore, pur incassando il relativo corrispettivo, non ha emesso complessivamente oltre 3300 ricevute fiscali, spesso per somme considerevoli».
«Il mancato rilascio della ricevuta o scontrino fiscale - commentano poi gli inquirenti -, quando protratto sistematicamente, rappresenta per talune categorie di commercianti, quali i ristoratori, lo strumento più rapido e immediato per attuare una doppia evasione fiscale: di imposte sul reddito e imposte sul valore aggiunto».
L’identità dell’imprenditore resta coperta da un rigido e rigoroso riserbo, ma qualcosa sull’accertamento della Guardia di Finanza trapela comunque. La verifica nei confronti del portofinese è durata quasi un anno: i militari della compagnia di Chiavari hanno passato al setaccio carte e libri contabili nel giugno del 2006. Nel corso delle indagini, gli agenti della polizia tributaria hanno analizzato anche i conti correnti bancari dell’imprenditore. Gli accertamenti hanno permesso di scoprire, nel periodo compreso tra il 2003 e il 2006, movimentazioni per importi complessivi pari a 1.400.000 euro.
Toccherà ora ai tecnici dell’Agenzia delle Entrate calcolare l’ammontare delle imposte dovute dal portofinese e che, secondo gli investigatori, non sarebbero state pagate.
Ovviamente adesso un po’ tutti i locali della zona, da sempre meta di un turismo d’elite, cominciano a preoccuparsi per i loro conti.