Eventi e caos Eccola qua la vera Milano

La realtà, quella vera, non sta mai attenta alle convenzioni che noi leghiamo al calendario e agli impegni della politica. Siamo alla vigilia del voto, siamo paralizzati dalla «par condicio», ma la trama della realtà se ne infischia e, per esempio, smentisce i piagnoni di mestiere, i catastrofisti che vedono il declino scritto nella carta di ogni cioccolatino.
Milano ha la febbre, febbre di crescenza, febbre dalla quale usciremo con una più tonica muscolatura dell’export e del prestigio internazionale.
Milano in questi giorni è stressante e un po’ caotica, perfettamente in linea con le stravaganze del clima primaverile, pioggia e sole, refoli di freddo e anticipo di tepori venturi. Milano è piena di visitatori interessati e irrequieti che sono venuti qui proprio per vedere cosa c’è di nuovo e di gradevole, per osservare e comprare.
La realtà è che in questi giorni nella città ambrosiana si stanno svolgendo circa 350 «eventi» – come si dice nella neolingua della comunicazione – di natura composita e tuttavia gradevole: fiere, mostre, rassegne culturali, esposizioni di prodotti che testimoniano, con la forza del successo, la vitalità della creatività italiana e lombarda.
C’è la fiera del mobile nella nuova area espositiva di Rho-Pero e i visitatori professionali sono migliaia e migliaia, giunti con le loro valigette dall’Estremo oriente, dagli Stati Uniti e dai Paesi scandinavi, oltre che dalla Cina e dall’India, terre i cui esperti, in attesa di copiare, qualcosa comprano. E ci sono anche i privati che s’infiltrano: i proprietari di case sono ormai l’87 per cento degli italiani, comprate le stanze bisogna arredarle.
Insomma, in questa primavera che a molti è sembrata tardiva, dopo il gelo e gli spifferi congiunturali, tira un’aria nuova e diversa e Milano è sempre la prima a sperimentarla. Design, arte, moda, cultura, produzione industriale di qualità, la gioia di vivere riflessa in linee ed oggetti destinati a un numero crescente di persone. Questa è Milano oggi.
Parecchi avranno notato con fastidio che ieri mattina le code ai parcheggi dei taxi erano troppo lunghe e che il traffico era congestionato e che nei locali del centro era impegnativa anche la conquista del cappuccino. È vero, tutto vero. Ma il disgelo è finito, Milano fiorisce come sempre, cento di questi giorni disordinati.