Eventi come il Gp Europa fanno risorgere l’ippica

Ernesto Cazzaniga*

Il 25 aprile abbiamo finalmente visto e toccato con mano cosa vuole il pubblico ippico: oltre settemila persone presenti all’ippodromo milanese di San Siro per assistere alla disputa del Gran Premio d’Europa di trotto, vinto da quella autentica faina delle redini lunghe, che risponde al nome di Pippo Gubellini, al sediolo di Frisky Bieffe. Vera dinastia di una razza di uomini di cavalli di lungo corso. Il nonno Pietro è stato fantino di primo piano del galoppo per la mitica scuderia del senatore Tesio, e il padre Edy, grande guidatore degli Anni 70, allievo di uno dei più straordinari interpreti del trotto, il mitico «pilota» Sergio Brighenti. Vorrei ricordare un significativo episodio. Sergio Brighenti aveva ai suoi ordini un cavallino venuto dal nulla, di nome Stefano, di proprietà di un altro personaggio dell’ippica di quei tempi, grande estimatore di «Sergio», come era da tutti conosciuto Brighenti, il compianto Bruno Rapieri, che desiderava comunque partecipare all’Elwood Medium, allora classica importante per i tre anni, anche con un cavallo con ben poche chance. Essendo Brighenti impegnato, non ricordo dove, decise di mettere sul cavallo da lui allenato e preparato, il suo allievo (Eldorado), Edy Gubellini, mossa azzardata in considerazione della inesperienza dell’ancora giovanissimo allievo alle primissime armi. Il cavallo vinse, ed alla premiazione, il proprietario felice, prese la coppa ricevuta quale premio per la vittoria, la rovesciò e la mise in testa come un cappello al giovanissimo Edy che, felice come non mai fece il giro d’onore con l’estemporaneo cimiero. Il resto è storia e la carriera di Edoardo Gubellini fu una delle più luminose e brillanti, ma il figlio Pippo - e credo Edy non se ne avrà a male - ritengo lo abbia superato, e credetemi non è facile.
Nell’ambito delle manifestazioni imperniate sull’«Europa» è stato organizzato un talk show condotto dall’ottimo Bruno Vespa. Era presente l’affascinante Natalia Estrada, che speriamo diventi il volto nuovo dell’ippica, lo stilista Ermanno Scervino, con un bellissimo gruppo di indossatrici che sfoggiavano le ultime creazioni della collezione. La giornata di cui sopra dovrebbe servire (ma non servirà), per alcuni operatori ippici, che al posto di organizzare, come è successo, al Carlton di Bologna, “convegni casalinghi”, le cui uniche risultanze sono state la richiesta di più giornate ed aumento dei premi, il tutto condito dalla solita teoria di insulsaggini e luoghi comuni, sarebbe bene prendessero esempio dal come si organizza uno spettacolo ippico con i risultati ottenuti. Così si può dimostrare amore e interesse per l’ippica. Sempre nell’ambito del “convegno casalingo” vi è da rilevare (anche qui niente di nuovo), la solita strumentalizzazione di soggetti sedicenti rappresentanti di categorie dei proprietari come il torinese della Subalpina o il bolognese dell’Apter, i quali, senza un cavallo in scuderia, pretendono di potere dettare la linea per tutti coloro che come me e tanti altri, hanno sulla schiena decine e decine di cavalli da mantenere tutti i giorni. Facendo finta di ignorare che la rappresentanza legittima dei proprietari italiani è, sino a prova contraria, l’Unione Proprietari Trotto (UPT), l’unica associazione con oltre 1700 soci aderenti e certificati e con riconoscimento giuridico, perché radicata su tutto il territorio nazionale.
Tutti orchestrati dal solito “agit-prop un tanto al chilo” Maurizio Mattii, il quale pur non rappresentando alcuna carica elettiva continua imperterrito nella sua opera quotidiana di critica per la critica, senza mai capire per chi e che cosa critica, ma soprattutto senza mai essere in condizioni di proporre alcunché che non sia il solito tentativo di occupazione del potere a spese di tutta la collettività.
Consiglierei a questo punto l’amico Maurizio, prima di portare alla rovina economica, un’associazione guidatori dalla quale è faraonicamente stipendiato, dal momento che di spalle è molto forte di pensare di trovare un impiego di carattere materiale, forse più consono e attuale, di questi ormai patetici tentativi di arrembaggio.
*ex presidente dell’Anact (Associazione nazionale allevatori del cavallo trottatore)