Eventi Sulla Champions il presidente dell’assemblea boccia Formigoni

«Il 2015 dovrà essere l’anno di Expo e non ha senso sovrapporre alla manifestazione altri grandi eventi». Professione bastian contrario. Così il presidente del consiglio comunale, Manfredi Palmeri, neo futurista, ha esposto la sua visione di Expo agli Stati Generali dello Sport per Expo. «Sono assolutamente contro i grandi eventi nell’anno di Expo: vanno programmati prima o dopo l’esposizione universale, che altrimenti rischia di diventare un evento spot, fine a se stesso. In questo senso - ha proseguito - non riesco a capire che senso ha pensare di portare a Milano la finale di Champions League proprio nell’anno di Expo». Una dichiarazione che più che un punto di vista ha il sapore della polemica. Il presidente della Lombardia quattro giorni fa durante la visita istituzionale a Shanghai, aveva annunciato: «Stiamo pensando di concentrare nei sei mesi dell’Expo grandi eventi in tanti ambiti diversi. Stiamo lavorando perchè a San Siro si tenga la finale della Champions League, così come altre iniziative». Tramontate le polemiche sui terreni, non giova certo all’immagine di Milano aprire una nuova querelle sui grandi eventi che accompagneranno la manifestazione del 2015. Un conto - viene da dire - affermare la propria identità smarcandosi dal partito appena tradito, un altro scegliere la strada della polemica a tutti i costi, anche se ciò implica andare contro gli interessi della collettività. Non è solo un’impressione, l’intervento di Palmeri è stato studiato per fare da contrappunto alle dichiarazioni di Formigoni. «Vogliamo concentrare tutta l’innovazione che contraddistingue l’epoca moderna - aveva detto il governatore - con il peso della storia e dell’arte che l’Italia rappresenta». «Non vorrei che Milano nel 2016 si ritrovasse con una serie di strutture futuristiche - ribatte Palmeri - ma sia ancora senza un palazzetto dello sport». È iniziato il gioco al massacro. Cui prodest?