Evento sportivo di assoluto livello mondiale

I guru dei media considerano la Ryder Cup l’evento sportivo più coinvolgente ed importante a livello totale (quindi non solo per praticanti ed appassionati) dopo i campionati del mondo di calcio e le Olimpiadi. Una sfida golfistica nata ufficialmente nel 1927 e che ogni due anni vede i migliori 12 professionisti americani ed altrettanti rappresentanti europei affrontarsi in una sfida dal sapore cavalleresco, anche senza mezzi termini, visto che la posta in palio è una coppa d’oro e null’altro, se non l’onore della propria compagine del proprio continente. In un periodo dove ogni sfida sportiva è prima di tutto montepremi milionari (in euro) ed ingaggi altrettanto milionari, la Ryder Cup ha un profumo ed un significato tutti particolari. Domandate a un professionista di golf - europeo o americano - qual è il sogno della sua vita e la risposta sarà solo una: giocare almeno una volta in Ryder.
Gli Stati Uniti hanno per anni dominato la sfida che agli inizi e fin verso la fine degli anni Settanta vedeva solo i professionisti delle delle Isole Britanniche affrontare gli yankee. Poi la compagine del Vecchio Continente è stata aperta anche ai giocatori dell’Europa continentale - erano nel frattempo arrivati i vari Ballesteros, Langer & C. - e la Ryder ha conosciuto una nuova primavera ed il rilancio di un’Europa che è tornata a vincere e a mettere sempre più in difficoltà i dominatori indiscussi del golf d’oltreatlantico, portando a casa a più riprese l’ambito trofeo. Per questa 36ª edizione in programma sul percorso Palmer del K. Club di Dublino (la coppa viene giocata ogni due anni a rotazione negli Stati Uniti e in Europa) l’attesa è ancora una volta alle stelle. Gli americani, sconfitti nelle ultime edizioni, cercano disperatamente il riscatto. Tiger Woods, lui così individualista, stavolta ha assunto il ruolo di «centrattacco» della squadra capitanata da Tom Lehman, e ciò potrebbe fare la differenza. Gli europei, guidati da Ian Woosnam, hanno dalla loro il pubblico - ci sono tre irlandesi in squadra -, ma anche e come sempre uno spirito di gruppo sconosciuto allo squadrone americano. Spettacolo nello spettacolo sarà anche quello delle mogli e fidanzate dei contendenti che scenderanno anche loro in campo a guidare la claque per i rispettivi team. Tre giorni ad alta tensione, con due sessioni di quattro doppi in ciascuna delle prime due giornate e poi il gran final (spesso decisivo) con tutti e 24 i giocatori in campo ad affrontarsi testa a testa secondo le formazioni decise dai rispettivi capitani.