Everardo di Rohrdorf

Se non si aggiunge la provenienza è difficile orientarsi tra i sedici Everardo che la Chiesa onora sui suoi altari. Quello di oggi, tedesco, nacque verso il 1160 nel castello di famiglia dalle parti di Messkirch. Infatti, era figlio del conte di Rohrdorf. Si fece monaco cistercense nell’abbazia di Salem, presso il lago di Costanza. Nel 1191 ne divenne abate e, grazie al suo rango personale, fu subito utilizzato in missioni diplomatiche di alto livello. Il papa Innocenzo III lo incaricò in diverse occasioni di mediare tra lui e Filippo di Svevia, poi lo mandò a risolvere svariate questioni coi vescovi di Magonza e Costanza e con l’abate di Reichenau. Nel 1213 troviamo Everardo a predicare la crociata nella diocesi di Magonza su richiesta pontificia. Il nuovo papa, Onorio III, nel 1220 lo mandò dai principi di Alsazia e Friburgo a sollecitare la loro partecipazione alla crociata, come avevano promesso. Nel 1227 il papa Gregorio IX lo inviò in missione dal vescovo di Frisinga. La famiglia di Everardo era vassalla degli Hohenstaufen, ed ecco il nostro abate accompagnare Federico II a Costanza (1213), a Spira (1214), a Ulm (1216), a Rottweil (1217), poi alla corte di Enrico VII a Überlingen e a Norimberga. Di parecchie altre missioni dovette farsi carico su mandato dell’ordine cistercense. Naturalmente, questo infaticabile globetrotter dovette occuparsi anche dell’amministrazione del suo monastero, di cui ampliò i possedimenti (grazie al favore di suo zio, arcivescovo di Salisburgo). Vecchio e stanco, Everardo si dimise dalla sua carica nel 1240, per morire nel 1245. www.rinocammilleri.it