Everardo di Salisburgo

Nacque verso il 1090 a Nuremburg in una famiglia nobile che lo mise a studiare dai benedettini. Dopo averne vestito l’abito, secondo le regole del tempo sarebbe dovuto diventare canonico nella cattedrale di Bamberga ma Everardo rinunciò al privilegio e preferì entrare nella vicina abbazia di San Michele. Tuttavia il vescovo, che ne apprezzava l’ingegno, volle che andasse a perfezionarsi negli studi a Parigi. Everardo obbedì e andò. Ma, preso il titolo, insistette per tornare monaco. Ebbe il permesso di chiudersi nel monastero di Prüfening, dalle parti di Regensburg. Nel frattempo, due suoi fratelli e una sua sorella avevano fondato una abbazia a Biburg, vicino a Ingoldstein. Non era lontana da Regensburg e Everardo accettò di divenirne abate. La nuova abbazia sotto la sua guida crebbe di dimensioni e, soprattutto, Everardo si rivelò un pacificatore di prim'ordine risolvendo varie dispute tra capitoli e abbazie. Queste sue capacità lo portarono ad essere acclamato arcivescovo di Salisburgo. In tale veste continuò la sua opera di mediazione, anche perché ormai lo chiamavano dappertutto. Tuttavia, questa sua fama non gli impedì di prendere posizione politica al tempo del contrasto tra l'imperatore Federico Barbarossa e il papa Alessandro III. Everardo fu uno dei pochi prelati tedeschi a schierarsi contro il Barbarossa e il suo antipapa Vittore IV. Superata la crisi, tornò alla sua opera di pacificazione e mediò tra il duca d’Austria, Enrico, e il di lui fratello Corrado, vescovo di Passau, che erano in lite. Nel 1164, risolta la missione, morì al ritorno, a Reun.