Evergreen con Magoni e Spinetti

Gabriele Brambilla

La storia delle cover ha sempre diviso gli ascoltatori in due insiemi: del primo fanno parte i veri intenditori, ovvero chi vede interessante riproporre un pezzo del passato soltanto se viene interpretato in modo innovativo; il secondo, invece, è un gruppo di persone più appassionate - nel senso più ampio della parola -, nostalgiche dei tempi che furono, capaci di entusiasmarsi anche di fronte ad un motivo riproposto pari pari, senza se, e senza ma, magari così fedelmente da dover riconoscere merito e bravura del musicista.
Petra Magoni e Ferruccio Spinetti - stasera, ore 22, alla Salumeria della Musica (ingresso 10 euro) - hanno sempre saputo soddisfare chi è stimolato da rinnovate canzoni, chi è stufo di sentire riproposti sempre alla stesso modo i pezzi che hanno fatto la storia della musica: gli «evergreen» senza fine. Perché il duo, almeno con il primo disco, Musica nuda (2004), ha dimostrato di voler seguire proprio la strada della riverenza, dell'omaggio, ma anche della passione per una musica che si riscopre senza limiti ed acquista nuova luce e guadagna vigore.
Nel primo lavoro di Petra e Ferruccio riecheggiano i Beatles nelle qui ancor più sofisticate Blackbird e Eleanor Rigby, ma anche la storia della musica italiana in Prendila così (Battisti e Mogol) e Maledetto sia l'aspetto (Monteverdi).
Lei alla voce, con una forte esperienza nella musica classica e antica; lui al contrabbasso, storico membro della Piccola Orchestra Avion Travel; l'essenzialità del duo - nato quasi per gioco nel 2003 - si presenta da sola già partendo dall'assegnazione dei compiti.
Questa sera Magoni e Spinetti presenteranno il loro nuovo lavoro, Musica nuda 2, un disco in cui l'esperienza maturata continua, arricchita dalla presenza di brani originali sia firmati dal duo sia da importanti autori del panorama italiano come Pacifico e Nicola Stilo.