Da Evita a Marilyn le tante eroine di Anna Galiena

In occasione del lancio di una nuova linea di armadi denominata «The 5th Gliss», la Molteni di Giussano, che da anni promuove l'arredamento di interni, ha avuto un'idea originale. Ovvero di esibire la funzionalità e la bellezza di questo nuovo prodotto dell’industrial design inserendolo quale asse portante di uno spettacolo teatrale. Dimostrando che gli armadi in questione possono essere considerati quali arche destinate a racchiudere memorie preziose.
In un allestimento di prestigio, firmato dalla scenografa Margherita Palli già artefice dei più celebrati allestimenti di Luca Ronconi, la regista Francesca Molteni ha affidato a tre autori italiani d'oggi - Luca Scarlini, Michela Marelli e Filippo Soldi - il compito di evocare sei tra le personalità femminili più significative del Novecento. In una sala ispirata al concetto spaziale, immersa in delicate tinte pastello e verde bottiglia, suddivisa in sinuosi corridoi dedicati a ognuna delle vedette, la rappresentazione si snoda come un affascinante viaggio nella memoria.
Dove, di volta in volta introdotta da una cantante che, in perfetto francese, canta accompagnandosi alla chitarra i song più famosi della douce France dedicandosi in modo particolare a Trenet, Anna Galiena si esibisce in una lettura curiosa e spregiudicata che ci restituisce in una serie di monologhi l'essenza di quelle vite privilegiate. Così, mentre dagli armadi magicamente aperti e richiusi, si sprigionano i profumi e le essenze con le quali venivano identificate, fin dal loro apparire, le signore in questione, e dalle scansie che rigurgitano delle loro immagini pubbliche e private fissate dall'obiettivo dei più celebri fotografi dell'epoca si offre alla vista la gemma preziosa, la stola di cincillà o il manto d'ermellino che regalmente cingeva loro le spalle, Anna ci restituisce la voce acuta e flou di Evita Perón quando, nel '51, arringa la folla che la vuole ad ogni costo vicepresidente.
Per riapparire, poco più in là, seduta sul trono, reggendo graziosamente tra le dita guantate le insegne araldiche del potere quando dà vita a Queen Elizabeth il giorno fatidico in cui, oltre alle battute che precedettero la sua incoronazione, la sovrana dell'Isola Verde (per merito delle ironiche sollecitazioni di Soldi) si dilungò estatica sul prediletto argomento della caccia al cervo. Ancora un passo, e siamo a Frida Kalho che, dal suo letto di dolore, seduce Trotzky avvolta nella sanguigna bandiera di Lenin. Seguita a ruota da Marguerite Yourcenar che, al riparo di un Budda d'oro massiccio, ricorda l'imperatore Adriano. Per non tacere infine di Maria Callas terrorizzata dall'accoglienza del pubblico all'ultima Medea della sua carriera e, dulcis in fundo, di Marilyn che intona vestita d'oro il suo struggente Happy birthday a John Fitzgerald Kennedy.