Per evitare il caos trasporti il governo s’arrende e paga

Aumenti per 120 euro e 600 come una tantum E lo sciopero dei mezzi pubblici di oggi salta

da Roma

Non ci sarà più l’annunciato black out del trasporto locale. I sindacati degli autoferrotranvieri (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl e Faisa-Cisal) hanno raggiunto un accordo con Palazzo Chigi e le Regioni che prevede un aumento a regime di 102 euro mensili più 600 euro una tantum per sanare gli arretrati.
Governo ed Enti locali non volevano assistere ad un’altra giornata di passione per i cittadini come quella del primo dicembre scorso, quando in molte grandi città si è verificata la paralisi. La minaccia di un nuovo blocco ha pesato sulla trattativa che alla fine si è chiusa con la piena soddisfazione dei sindacati, tranne i Comitati di base che non erano al tavolo e che comunque oggi incroceranno le braccia. Prevedibile dunque qualche disagio per gli utenti.
«Al tavolo di trattativa c’è stato un convitato di pietra, che pur non essendo presente fisicamente ha obbligato governo, associazioni datoriali e confederali a cercare di trovare comunque un accordo per evitare o sgonfiare lo sciopero del sindacalismo di base che è confermato», dice Gian Pietro Antonini della CubTrasporti.
Antonini sottolinea come la minaccia della paralisi per le grandi città abbia «fatto lievitare in pochissime ore le risorse per chiudere il contratto». Cifre che comunque non soddisfano la Cub: «Complessivamente ci sono 220 milioni di euro, il che sta a significare che tutto l’anno 2006 viene perduto e che un ipotetico aumento a tre cifre potrebbe essere erogato a pieno regime quando il 2007 sarà molto inoltrato, con un ulteriore perdita di salario per tutto il primo periodo del 2007. Se poi - dice Antonini - nei 220 milioni c’è anche la cifra che le aziende devono porre nel rinnovo contrattuale per il costo del lavoro, la cifra media lorda massima sarà di 77 euro lordi mensili reali». Insomma per i Cub quella cifra non è sufficiente e dunque lo sciopero per loro resta confermato.
La trattativa con i confederali giunta invece a buon fine si è sbloccata quando le regioni si sono dette pronte ad aggiungere 20 milioni ai 190 previsti dal maxiemendamento alla Finanziaria.
Il raggiungimento dell’accordo è stato annunciato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta, e dal ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi. Le risorse per finanziarie gli aumenti contrattuali, spiega Letta, si attestano a 230 milioni di euro, di cui 190 milioni previsti in finanziaria, 20 milioni stanziati dalle Regioni e dagli enti locali, e gli altri 20 milioni dalle aziende.
«Questo non è stato solo un incontro per arrivare alla revoca dello sciopero. Noi vogliamo infatti - assicura Letta - dare una svolta definitiva e strutturale al trasporto pubblico locale. Per questo sarà avviato un confronto tra governo, regioni, Enti locali e tutti i soggetti interessati per arrivare a una riforma strutturale dei finanziamenti destinati al settore, per evitare che si ripetano le vicende di questo autunno». Letta assicura che il settore uscirà dalla «terra di nessuno in cui si trova» perché il governo vuole «investire nel trasporto pubblico locale, utilizzato da milioni di cittadini, e perché la sicurezza di questo settore è prioritaria».
Soddisfatto pure il ministro Bianchi. «L’accordo raggiunto è l’esito di un lavoro partito mesi fa per risolvere la pendenza contrattuale». Ora, il prossimo passo, ha affermato Bianchi, «è quello avviare un confronto dal primo gennaio prossimo per raggiungere nel giro di pochi mesi una riforma strutturale». Il governo, conclude Bianchi, presenterà «una proposta che preveda il trasferimento indicizzato costante di risorse alle Regioni che consentirà di riportare le trattative nella loro sede naturale cioè tra aziende e sindacati». Soddisfatta pure la Uil trasporti soprattutto per la promessa dell’indicizzazione dei salari che verrà discussa a partire da gennaio.