«Per evitare il peggio licenziamenti inevitabili»

da Roma

Inevitabili i licenziamenti. Anche perché l’alternativa è il fallimento di Alitalia. Il richiamo a non farsi troppe illusioni, nemmeno se si dovesse verificare il migliore degli scenari per la compagnia di bandiera, è arrivato da Gianfranco Fini. «È inevitabile - ha spiegato parlando a Porta a Porta - che, se si trova un compratore, ci sarà un ridimensionamento del personale perché l’alternativa non è di avere tre-quattromila esuberi, ma 18mila persone in mezzo alla strada». Il fallimento sarebbe «un disastro», ma sarà inevitabile se non ci saranno compratori. Per il momento è comunque importante il prestito ponte, che poi toccherà alla nuova maggioranza ratificare. «La palla passa nel nostro campo», ha riconosciuto Fini. A evocare gli esuberi ieri è stato anche il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni. Il sindacato, ha assicurato, «è disposto ad accettarli», ma tutto dipende «dallo schema di lavoro che ci si dà: se ci saranno cioè sia Malpensa che Fiumicino e se si riprenderanno alcune rotte profittevoli».