«Ma evitiamo che questa rabbia prenda strade non condivisibili»

Pineschi: «Il governatore ha compiuto un gesto di grande sensibilità civile. Le urla devono spingerci verso la legalità»

È stato quello che ci ha messo la faccia. Il presidente della Regione Piero Marrazzo, l’esponente politico più prestigioso e riconoscibile, è stato inevitabilmente sepolto di fischi e contestazioni ai funerali di Vanessa Russo a Fidene. E qualche ora dopo fa esercizio di filosofia: «Una o due urla - minimizza - non diventano le urla di un quartiere, di una famiglia, di una comunità. Quando c’è dolore bisogna saper anche assorbire il dolore dei cittadini e saper anche assorbire la loro rabbia se si è politici coscienziosi. Poi, metabolizzarla per evitare che quella rabbia possa prendere strade che non possiamo accettare. Oggi (ieri, ndr) ho visto tanti ragazzi che piangevano e ho sentito qualcuno che urlava, ma non enfatizziamo: c’era anche tantissima gente che soffriva in silenzio».
Solidarietà a Marrazzo è giunta dal presidente del consiglio regionale Massimo Pineschi, secondo il quale Marrazzo «ha compiuto un gesto di grande sensibilità civile ed a lui va tutta la mia solidarietà umana per qualche grido che è figlio della rabbia e della costernazione della gente per un delitto atroce e assurdo che deve ancora più spingerci a combattere con tutti i mezzi della legalità per la sicurezza dei cittadini e contro la criminalità».
Ma il centrosinistra reagisce anche alle parole del senatore di An Francesco Storace, che ha accusato «il permissivismo, il buonismo, il relativismo». «Su un dramma come la tragedia di Vanessa - controbatte il consigliere comunale Ds Enzo Foschi - sarebbe opportuno evitare strumentalizzazioni e polemiche idiote. Malauguratamente il centrodestra e molti dei suoi esponenti, in quanto a sensibilità umana hanno veramente poco da dire: un conto, infatti, sono le grida di rabbia di una comunità che esprime il proprio dolore, un’altra cosa sono le affermazioni urlate da Storace. Cosa c’entra la legge sull’immigrazione? Chi la chiama in ballo, come Storace, fa un torto sapendo di farlo». Invita a «non speculare su questa tragedia» e a «non gettare benzina sul fuoco» anche Alessio D’Amato, capogruppo di Ambiente e Lavoro per la Sinistra Europea alla Regione: «Considero le dichiarazioni del senatore Storace totalmente inopportune. In maniera capziosa si vuole collegare la tragedia di Vanessa con le politiche in materia di immigrazione del governo, dimenticando che i colpevoli sono cittadini europei a tutti gli effetti, e che è tuttora vigente la legge Bossi-Fini».
Chi si è risparmiato qualche bordata di fischi è certamente il sindaco Veltroni, che ai funerali di Vanessa non c’era. Per lui c’era il vicesindaco Maria Pia Garavaglia, che cerca di evitare ogni polemica: «In chiesa ho visto tanta dignità umana, tanta fede, tanta volontà di esprimere, da parte dell’intera comunità di Roma e in particolare di Fidene, una ferma richiesta di giustizia pienamente recepita nelle parole del parroco».