Evviva, Elvis Costello è rinato

Se poi l’album è di Elvis Costello che suona una Gibson del 1937 e un’altra del 1952, sul canale di destra si ascolta la chitarra di Marc Ribot e sul sinistro la lapsteel di Jerry Douglas e si apre con un rock’n’roll «per i tempi di magra» come National ransom, bene, allora si sa che cosa aspettarsi: un gran disco duro e puro che sa di rhythm’n’blues, profumi di country e persino di gospel con pochissimo bluegrass, tutto affondato in una struttura musicale che fa brillare pure mandolino e dobro. D’altronde è stato prodotto da T Bone Burnett, c’è un brano scritto dal risorto Leon Russell, in You hung the moon spunta persino un’orchestrina da 21 elementi e la parte armonica vocale di Dr. Watson, I presume è una delle cose più belle ascoltate negli ultimi anni, così bella che ha bisogno di un disco come questo per starci proprio a pennello.