«Evviva, un premio ai militari»

Roma«Non bisogna guardare solo al proprio orticello...».
In che senso, ministro La Russa?
«Nel senso che sono soddisfatto innanzitutto per le norme anti-crisi varate dal governo che vanno a sostegno delle famiglie e delle aziende».
Sì, ma forse lo è in maniera particolare, visto il riconoscimento economico in favore di Forze armate e Forze dell’ordine. Così come di Vigili del fuoco, Polizia penitenziaria, Guardia forestale...
«Lo sono, ovviamente. Anche perché il bonus era previsto solo per il settore privato, legato alla detassazione dei premi di produttività. Ma grazie alla mia richiesta, alla mia speranza, siamo riusciti ad allargarlo a chi opera nel comparto sicurezza. Attraverso una sorta di equiparazione, visti i differenti parametri. Perché non si poteva mica dare un premio in base al numero di arresti...».
Si è detto però di tensioni tra lei e Giulio Tremonti.
«Nulla di tutto ciò. Semplicemente, in una prima fase, non era previsto di estendere l’agevolazione. Anzi, devo riconoscere al ministro dell’Economia una grande capacità d’ascolto. Così come devo sottolineare l’appoggio da parte di Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, capigruppo del Pdl alla Camera e al Senato. Insomma, azione condivisa, pure dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni».
Linea comune per l’una tantum a gennaio...
«Sì, sarà un bonus di almeno 100 euro, connesso alle singole indennità di uomini e donne in divisa. Una cifra che, a seconda dei casi e della tipologia di servizio, potrà essere magari superiore».
Chi ne usufruirà?
«Tutti coloro che hanno un reddito inferiore ai 35mila euro».
Qual è la stima degli aventi diritto?
«Calcoliamo che si tratti di una misura rivolta a circa 450-500mila lavoratori».
Quale investimento mette in campo il governo?
«Abbiamo fissato un tetto di sessanta milioni di euro. E poi, attraverso un successivo Dpcm (Decreto del presidente del Consiglio dei ministri, ndr) stabiliremo come suddividere la cifra, a seconda delle categorie coinvolte».
Si fa però un’eccezione tra dipendenti pubblici...
«Si tratta solo di far stare un pochino meglio chi deve garantire la nostra sicurezza. E credo che gli italiani siano lieti di sostenere chi opera tutti i giorni per tutelarli».
Sostegno tra l’altro non spropositato...
«Parliamo di un piccolo ma indicativo gesto di gratitudine verso chi opera in un settore così importante e delicato. Insomma, sarà una sorta di mini-tredicesima».
L’importante è aver dato un segnale?
«Sì, assolutamente. E per la prima volta siamo riusciti a rompere un incantesimo, valorizzando la specificità di chi è impegnato nella difesa dei cittadini».
Intanto è prevista anche una misura specifica per i 3.500 militari impegnati nelle operazioni “Strade sicure”.
«Insieme a Tremonti abbiamo messo tutto nero su bianco. E firmato un decreto che riconosce loro un’indennità specifica di 26 euro al giorno, oltre agli straordinari».